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A “Passaparola” Pierdante Piccioni racconta la sua memoria persa e ritrovata

Pubblicato il 13 Febbraio 2017 10:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:06

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Un incidente d’auto a fine maggio del 2013 e poi il buio. Un “buco nero” lungo dodici anni. È quanto accaduto a Pierdante Piccioni, primario all’ospedale di Lodi che ha perso (e ritrovato) la memoria, che sabato 18 febbraio, alle 17.30, sarà protagonista del nuovo appuntamento firmato “Passaparola. Leggi, gusta, pensa…”, rassegna letteraria promossa dal Comune di Spello. Con Piccioni nella sala dell’Editto di palazzo comunale ci sarà, però, anche Pierangelo Sapegno, giornalista de La Stampa. Insieme presenteranno il libro – scritto a quattro mani – “Meno Dodici”, che già dal titolo anticipa gli anni che la memoria ha cancellato dopo l’incidente in auto. Al centro dell’attenzione, dunque, il percorso che parte da quel “buco nero” che inghiotte Piccioni a causa della lesione della corteccia cerebrale. Un Pierdante Piccioni che vive come fosse all’epoca della lira ed ignora Facebook e Youtube. Un alieno che legge il mondo con gli occhi di un estraneo. Attorno a lui tutto è cambiato: i figli non sono più due bambini di otto e undici anni, ma due maschi adulti, con la barba e gli esami all’università, mentre la moglie sembra un’altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore. Nel libro viene affrontato anche il delicato rapporto medico-paziente e lo scambio di ruoli in cui viene a trovarsi Piccioni e che, come lui stesso afferma, lo ha portato ad essere una persona migliore, soprattutto come medico. Insomma, ad attendere il pubblico sarà un viaggio incredibile che definisce i confini di un uomo obbligato a vivere due volte, dentro due esistenze parallele che non potrà mai riuscire ad avvicinare. L’appuntamento in calendario per il prossimo sabato sarà coordinato da Giulio Proietti Bocchini e si concluderà con il consueto “brindisi con l’autore” a cura di Cucina con Cri-Cri. La rassegna letteraria spellana, giunta alla terza edizione, è promossa dall’assessorato comunale alla cultura in collaborazione con Sara Ruffinelli, ispiratrice del progetto.  

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