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Grande Guerra, Foligno non era così lontana dal fronte: la vita in città dal ’14 al ’18 in un libro

Pubblicato il 17 Aprile 2017 07:47 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:36

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Il fronte era lontano centinaia di chilometri, ma la distanza non deve trarre in inganno. Chi pensa che Foligno non fu direttamente interessata dalla Grande Guerra si sbaglia di grosso. Ad evidenziarlo è una preziosissima pubblicazione promossa dall’Officina della Memoria, che in occasione del centenario della Prima guerra mondiale ha affidato al professor Fabio Bettoni la sua stesura. “Foligno e la Grande Guerra (1914-1918): Economia, società, istituzioni lontano dal fronte”, questo il titolo della pubblicazione edita da Il Formichiere. Il libro, diviso in due tomi, è stato presentato mercoledì 12 aprile nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. In una gremita sala delle assemblee, il presidente dell’Officina, Manlio Marini, ha ricordato come “quando c’è una guerra non c’è nessun vincitore, ma la sconfitta dell’umanità”. L’assessore Maura Franquillo ha portato i saluti dell’amministrazione comunale: “Dopo tanto sangue perso – ha detto l’assessore – arriva un’opera importantissima per la storia della nostra città”. Per il presidente della Fondazione Carifol, Gaudenzio Bartolini, “parlare di guerra ai giorni nostri sembra anacronistico, ma quello che stiamo passando non è certo un momento felice”. I numerosi presenti hanno potuto scoprire alcuni tratti del libro grazie all’interessantissimo intervento della professoressa Simonetta Soldani dell’Università di Firenze. “Come si comportavano le persone e com’era coinvolta la popolazione in Italia lontana dal fronte: una questione che mi ha da sempre affascinato e che negli ultimi decenni è stata approfondita in diverse parti del nostro Paese – ha detto la professoressa -. Anche perché, con la Grande Guerra è nato il Novecento insieme alla società e alla cultura di massa”. Nelle sue parole, Simonetta Soldani ha ricordato inoltre che “sono praticamente inesistenti dei saggi su singoli luoghi o singoli momenti della Grande Guerra, un conflitto che cambia radicalmente il rapporto tra la città e la campagna”. Ed anche “lu Centro de lu munnu” fu investito da un conflitto che apparentemente coinvolse solamente il fronte. “Foligno è stata investita dalla Grande Guerra perché c’era la ferrovia – ha spiegato la Soldani – le auto erano ancora a poche decine e tutto si trasportava su rotaia. Con la Prima guerra mondiale, anche nel folignate ci fu l’interruzione del mondo in una zona che poteva essere considerata marginale – ha proseguito -. Rientrarono più di mille persone emigrate che non avevano lavoro e non avevano da mangiare. I città si fermò anche una legione cecoslovacca che fece conoscere agli abitanti il gioco del calcio”. Nella pubblicazione di Fabio Bettoni, grande importanza viene data anche al ruolo delle donne folignati durante gli scontri bellici e al loro lavoro al carnificio. “Insieme ai miei collaboratori, per realizzare il libro abbiamo usufruito delle fonti archivistiche comunali – ha specificato l’autore – che ci hanno regalato quel risultato altrimenti impossibile da raggiungere”. Di fondamentale importanza per la stesura dell’opera anche i dati decodificati dall’avvocato folignate Tito Marziali, dai quali Bettoni è riuscito ad estrapolare diversi aspetti della vita quotidiana di Foligno durante il conflitto. Con il professor Fabio Bettoni, hanno collaborato alla scritto del libro anche Lucia Bertoglio, Luciana Brunelli, Emanuela Cecconelli, Maurizio Coccia, Cristina Fratta, Fausto Gentili, Elena Laureti, Giulia Maria Lioi, Bruno Marinelli, Annamaria Menichelli, Alessandra Migliorati, Roberto Nesci, Antonio Nizzi, Veruska Picchiarelli, Luciano Piermarini, Adriano Serafini, Roberto Tavazzi, Paola Tedeschi e Silvia Trampetti.

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