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Foligno celebra il 25 aprile, Mismetti: “Manteniamo viva la memoria”

Pubblicato il 25 Aprile 2017 10:50 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:32

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 “Ricordare il 25 aprile non è un momento rituale ma questa giornata ha segnato la rinascita del nostro Paese: mantenere viva la memoria del passato è importante per costruire un Paese fondato su valori di pace, tolleranza e solidarietà”. Lo ha detto il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, intervenendo alla cerimonia, in piazza della Repubblica, per celebrare il 25 aprile. “Oggi è il mondo è dominato da egoismo e individualismo, segnato dall’indifferenza con largo e diffuso disagio economico e sociale – ha affermato Mismetti – c’è una richiesta, quotidiana, di aiuto da parte di tante persone che cercano di fuggire dalla guerra, dalla povertà assoluta per sperare in un presente e futuro migliore. Di fronte a questa realtà non possiamo girarci dall’altra parte. Foligno, nel suo piccolo, ha dato sostegno e accoglienza a tanti profughi. Tutti ricordano quanto l’indifferenza, l’odio e il nazionalismo abbiano contribuito a rendere l’Europa, più di 70 anni fa, un continente pieno di vittime e distruzione. Ecco, quanto avvenuto ci deve servire da monito per non ricadere ancora negli stessi errori. I nostri genitori e i nostri nonni hanno conosciuto e combattuto la guerra, la dittatura e la violenza per costruire un Paese libero e giusto: è necessario combattere le nuove forme di violenza che oggi segnano l’Europa e il mondo. Non possiamo permettere che i valori della pace, della solidarietà, della democrazia, su cui si fondano il nostro Paese e l’Europa unita, vengano messi in discussione. Negli ultimi tempi, anche, purtroppo, in questi giorni, sono stati compiuti tanti atti di terrorismo, con molti morti (Parigi – Bruxelles, Nizza, Londra, Berlino, Stoccolma) ma non bisogna cedere alla paura. Difendiamo uniti i nostri valori, le nostre relazioni di vita, non ci chiudiamo e non ci faremo limitare nei nostri spazi. No ai muri e sì al dialogo. Celebrare il 25 aprile significa riaffermare principi che il nostro Paese ha conquistato: la libertà, la dignità e l’unità perdute dopo anni di dittatura e di guerra. Libertà e Democrazia sono i valori che meglio esprimono il senso di questo giorno di festa, che ha aperto le porte alle elezioni libere e a suffragio universale, alla Repubblica, alla Costituzione democratica. Il nostro impegno quotidiano deve essere quello di salvaguardare le nostre istituzioni democratiche ricostruendo un rapporto di fiducia con i nostri cittadini e comportamenti etici e morali dei rappresentanti eletti che, sempre, devono avere a cuore il rispetto per chi li ha delegati ad assumere ruoli e responsabilità. Libertà di pensiero e rispetto del mandato popolare sono fondamentali. Questi sono anni di cambiamenti economici e sociali segnati da una profonda crisi che ancora attanaglia le nostre città. E’ prioritario assumere l’uguaglianza come valore fondante della nostra comunità. La lotta alla povertà e alla riduzione delle disuguaglianze è fattore economico e sociale, è dignità per le persone, è un valore fondamentale per la tenuta della nostra democrazia per recuperare fiducia e partecipazione. Il pensiero in questo 25 aprile va a quanti si unirono nella Resistenza per riconquistare la libertà, l’unità e l’indipendenza del nostro Paese. Tanti uomini e donne, di diverse idee politiche e culturali, che hanno combattuto, dando anche la vita per assicurare libertà e democrazia alle generazioni future”. Alla cerimonia, presente il picchetto del centro di selezione e reclutamento nazionale dell’esercito e la Filarmonica di Belfiore, sono intervenuti il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Borscia e il presidente dell’Anpi folignate, Mingarelli. Borscia ha sottolineato, tra l’altro, che “ricordare significa non soltanto mantenere viva la memoria del passato per costruire una società fondata su valori forti. Ricordare aiuta a prendere coscienza dei pericoli che corre la nostra comunità nella sua vita quotidiana e che è prioritario organizzarsi intorno ai valori e agli ideali più alti per trovare insieme gli strumenti più efficaci per contrastare queste minacce”. Mingarelli ha posto l’accento, tra l’altro, sul pericolo costituito dall’affermarsi in Europa di formazioni “fasciste e razziste”.

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