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Capitale della Cultura, Foligno fa sul serio: coinvolta la “Rosa dell’Umbria”

Pubblicato il 27 Luglio 2017 09:47 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:58

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Foligno chiama a raccolta la “Rosa dell’Umbria” per diventare Capitale italiana della Cultura nel 2020. La città della Quintana fa sul serio e gioca la carta della sinergia con le realtà limitrofe, tentando così di sbaragliare la concorrenza delle altre 45 candidate d’Italia. Negli scorsi giorni gli uffici comunali hanno provveduto ad inviare una lettera alle città che storicamente compongono la Rosa: Spello, Trevi, Bevagna, Montefalco e Nocera Umbra. Con loro c’è anche Assisi, già coinvolta negli scorsi anni da una sfida simile, ovvero quella che vide Perugia candidarsi a Capitale europea della cultura per il 2019. Insomma, Foligno tende la mano alle altre bellezze del territorio, che ora dovranno rispondere. In maniera affermativa o meno dipenderà da ogni singola amministrazione. “Il concetto che ci ha spinti ad espandere i nostri orizzonti – spiega Rita Barbetti, vicesindaco di Foligno con delega alla cultura – è quello di cercare di potenziare il settore turistico, mettendo in rete i percorsi culturali di questo territorio. L’obiettivo è quello di creare un’osmosi ed uno scambio con le altre realtà”. Per realizzare il dossier di candidatura c’è anche un altro asso nella manica, ovvero coinvolgere le varie realtà e associazioni culturali cittadine, che sono ovviamente tantissime. Dalla Festa di scienza e filosofia passando per Dancity, Umbria World Fest e via dicendo, sino ad arrivare a organizzazioni come Lions, Kiwans eccetera. Anche a loro è arrivata o arriverà una lettera da parte del Comune ed il “know-how” delle associazioni completerà l’offerta. Rispetto ai bandi passati, quello del 2020 richiederà, oltre all’aspetto culturale, un forte impegno sotto il profilo della digitalizzazione, smart city e inclusione sociale. “E’ per questo – sottolinea la Barbetti – che a prescindere da come andranno le selezioni, la candidatura non può che far bene a tutti, per potenziare ciò che abbiamo. Ci sono tante bellezze vicine, l’una non può che rafforzare l’altra”. Nelle prossime settimane dovrebbero essere calendarizzati alcuni incontri, anche perché entro il 15 settembre il dossier dovrà essere consegnato al Mibact. Nella sua corsa a Capitale della Cultura, Foligno avrà una concorrenza decisamente agguerrita. Tra le varie realtà di indubbia bellezza ci sono luoghi come Cuneo, Parma, Reggio Emilia, Caserta, Catania e Siracusa. Foligno è invece l’unica candidata per quanto riguarda l’Umbria. “La nostra candidatura non è stata fatta per presunzione, ma perché vogliamo diventare propositivi e progettuali a prescindere dal risultato che otterremo”. A valutare i dossier consegnati a metà settembre sarà una giuria formata da sette esperti. Il passaggio successivo sarà quello del 15 novembre, quando verranno selezionate le dieci città finaliste che saranno invitate per ulteriori colloqui. La proclamazione della città vincitrice arriverà invece entro il 31 gennaio 2018.

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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