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Paura dei ladri, a Foligno intere zone si affidano alla vigilanza privata

Pubblicato il 7 Novembre 2017 18:14

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“Area sorvegliata”. E’ l’avviso che, sempre più spesso ultimamente, sta spuntando in diversi quartieri e periferie folignati. Da quando, cioè, il numero di furti o tentati furti avrebbe subito un’impennata. O almeno questa è la sensazione che hanno i residenti. Ne è un esempio la raffica di incursioni registrate solo qualche settimana fa nel quartiere di Prato Smeraldo e in altre zone della città con il caso della “banda del tassello”. Ma anche nella frazione di Cave la situazione non sembra essere migliore. Al punto che i residenti hanno deciso di rivolgersi ad un istituto di vigilanza. E se in alcune zone di Prato Smeraldo il pattugliamento ha già preso il via – così come già accaduto, tra l’altro, anche nella zona industriale de La Paciana e a Sant’Eraclio e Cancellara – a Cave il servizio di controllo dovrebbe partire il prossimo mese di dicembre, come spiegato da Francesco Piermarini che lì vive. “Siamo stanchi dei continui furti nei garage e nelle abitazioni – ha detto -. Per un periodo, la scorsa estate, non abbiamo fatto altro che passeggiare in su e in giù nottate intere per controllare, ma erano ritmi insostenibili che non potevano andare avanti a lungo. Ecco perché – ha proseguito Piermarini – abbiamo deciso di rivolgerci ad un istituto di vigilanza per tutelare le nostre case. Ma questo servizio ha dei costi – ha sottolineato – che andranno a pesare sulle famiglie”. La spesa media oscilla, infatti, tra i 30 e i 50 euro mensili per ogni abitazione. All’anno, quindi, la singola famiglia si troverà ad investire in sicurezza tra i 350 e i 600 euro. “Metteremo mano al portafogli – ha dichiarato Francesco Piermarini – ma vorremmo che l’amministrazione comunale ci venisse incontro in qualche modo, magari trovando una formula che ci permetta di detrarre, ad esempio dalle tasse che paghiamo, questi costi”. Anche perché quella della vigilanza privata sembrerebbe essere per i residenti l’unica soluzione. “Le forze dell’ordine – ha aggiunto Francesco Piermarini – sono sempre pronte ad intervenire, ma lavorano su un territorio troppo vasto per poterlo pattugliare costantemente. E noi vogliamo risolvere a monte il problema dei furti, non dopo che il fatto è avvenuto”. I cittadini, dunque, si sentono prigionieri nelle loro case, di notte così come in pieno giorno, e vivono con la paura di trovarsi di fronte sconosciuti che alle volte hanno forzato porte e finestre anche solo per fare razzie di viveri.

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