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Sanità, l’appello dei sindacati: “All’Usl2 servono altri 40 infermieri e 10 operatori”

Pubblicato il 19 Febbraio 2018 15:48

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Stabilizzazione di tutto il personale che presenta i requisiti della Legge Madia, velocizzazione delle procedure di assunzione e mobilità del comparto infermieristico, a cui riservare in seconda battuta anche un nuovo concorso pubblico. Ed infine l’impiego di tecnici di laboratorio, di radiologia e della prevenzione. Sono le quattro proposte avanzate da Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl con riferimento alle esigenze riscontrate all’interno dell’Usl Umbria 2 (Foligno, Spololeto, Orvieto, Narni Amelia, il Ternano e la Valnerina). Richieste che arrivano a conclusione del ciclo di incontri che ha visto seduti al tavolo i vertici dell’azienda e le tre organizzazioni sindacali. Proprio queste ultime hanno redatto un documento unitario che, nell’avanzare precise richieste, evidenzia anche le criticità riscontrate. In particolare la necessità di incrementare l’organico, così da garantire ai cittadini un sistema sanitario sano, com’è di fatto quello umbro – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – ma che va ulteriormente perfezionato. Liste d’attesa a parte, infatti, sono state evidenziate carenze di personale sul fronte infermieristico e tecnico e per ciò che riguarda di operatori socio sanitari, per un totale di 50 unità (40 tra infermieri e tecnici e dieci oss), ma non solo. A mancare sono anche medici, con la conseguente limitazione degli orari di apertura di alcuni servizi – è il caso ad esempio del reparto di cardiologia di Spoleto -, ma anche figure dirigenziali per quanto concerne i servizi tecnico-amministrativi. Questo, dunque, il quadro tracciato da Fabrizio Fratini (Fp Cgil), Giampiero Pincanelli (Fp Cgil Usl Umbria 2), Angelo Scatena (Fp Cgil), Mauro Patiti (segretario Fp Cgil Medici Usl Umbria 2), Michele Belladonna (Fp Cisl) e Riccardo Marcotulli (Uil Fpl), che hanno sottolineato come l’imperativo sia quello di tutelare lavoratori e pazienti, soprattutto alla luce dell’imperante crisi economica che impone un sistema sanitario pubblico capace di eliminare le diseguaglianze e garantire la coesione sociale. “Vogliamo difendere e potenziare il sistema sanitario pubblico – è stato l’appello di Cgil, Cisl e Uil – anche perché non esiste buona sanità senza operatori ed operatrici”. Dalle tre sigle sindacali anche un invito all’assessore regionale alla sanità, Luca Barberini, a costituire un tavolo di lavoro contro il precariato. Cinquantacinque, all’incirca, le unità in attesa di stabilizzazione, in base ai dati forniti dall’ultima ricognizione effettuata. “Speriamo di chiudere la partita prima dell’estate – hanno spiegato i tre sindacati – per non andare in sofferenza durante i mesi di giugno, luglio e agosto”. Una volta concluso il percorso delle stabilizzazioni e ultimate le mobilità in ingresso, lo step successivo – anticipano dai tre sindacati – sarà quello di un nuovo concorso pubblico per l’inserimento di nuovo personale a tempo indeterminato, che dovrebbe interessare circa 200 infermieri tra la Usl Umbria 2 e le aziende ospedaliere di Perugia e Terni. Tra i passai evidenziati, infine, la possibilità per Foligno di diventare terzo presidio ospedaliero dell’Umbria dopo Perugia e Terni. “Per questioni demografiche – concludono i sindacati – ma anche in virtù dell’aumento dell’utenza e della mobilità extraregionale”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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