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Vino, ottima annata dopo il gelo del 2017? Caprai cauto: “Usciamo dalla seconda guerra mondiale”

Pubblicato il 17 Aprile 2018 15:43

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Mentre a Verona le aziende vitivinicole sfoggiano i loro prodotti di punta, facendosi conoscere ed apprezzare sempre di più in quella che viene definita la manifestazione di settore più importante a livello internazionale, Vinitaly appunto, dall’altro lato si cerca anche di capire che tipo di stagione sarà quella che porterà i produttori alla prossima vendemmia. La stagione per i viticoltori, dunque, è solo all’inizio ed ancora lunga, ma almeno sul fronte delle gelate gli addetti ai lavori possono tirare un sospiro di sollievo. Memori di quanto accaduto lo scorso anno, quando il gelo di metà aprile mise in ginocchio il comparto vinicolo, quest’anno la situazione appare nettamente diversa. “Di base – spiega Marco Caprai a capo dell’azienda montefalchese Arnaldo Caprai – ogni anno è diverso da quello precedente e da quello successivo. Il 2017 – prosegue – è stato per noi e per tutta l’Europa un anno catastrofico, che ha portato la produzione ai livelli della seconda guerra mondiale”. Una situazione talmente drammatica e di proporzioni mai viste che, per l’imprenditore umbro, deve aprire una riflessione seria sul tema dei cambiamenti climatici e sugli aspetti legati a questo fenomeno, come può essere ad esempio il consumo di suolo. “Ad oggi, però – commenta Marco Caprai – i rischi che si possa ripetere qualcosa simile a quanto avvenuto lo scorso anno sono molto ridotti”. Che sia una stagione positiva dunque? Per Marco Caprai è bene andarci sempre con i piedi di piombo, “anche perché – sottolinea – le piogge piuttosto intense che hanno caratterizzato gli ultimi tempi, potrebbero presupporre anche l’insorgere di alcune malattie”. “Gli agricoltori – ribadisce sotto questo punto di vista l’imprenditore che proprio al Vinitaly è stato premiato con un riconoscimento internazionale insieme al colosso americano E. & J. Gallo Winery – dovranno probabilmente affrontare una lotta impegnativa contro le patologie tipiche dei vitigni. Non sono poi esclusi – aggiunge – altri fenomeni, anche perché – ripete – siamo solo ancora agli inizi”. Per Marco Caprai, quindi, occorre andare avanti sì, ma un passo per volta, perché settembre – mese deputato alla vendemmia – è ancora lontano. “Dobbiamo essere ottimisti – conclude – con il pensiero che, generalmente, dopo una stagione difficile, l’agricoltura regala sempre delle belle annate”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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