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Foligno, volontari e soci Aism in visita alla Calamita cosmica

Pubblicato il 20 Luglio 2018 14:00 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:51

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Stretta di mano tra il mondo dell’associazionismo e quello artistico. È successo tra il gruppo Aism e l’opera “Calamita cosmica”. Il gruppo, operativo tra Foligno, Spoleto e Valnerina, sotto la spinta propulsiva del consigliere nazionale Annita Rondoni, è stato protagonista di uno dei tanti appuntamenti culturali e artistici all’interno dell’ex chiesa dell’Annunziata di via Garibaldi, chiesa dove appunto è conservata la splendida opera dell’artista marchigiano Gino De Dominicis. Il gruppo di associati e volontari Aism, ospitati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Foligno, ha potuto così visitare il maestoso scheletro umano, lungo ventiquattro metri e alto più di quattro, oramai simbolo del prestigio culturale della città di Foligno. È stata l’occasione, questa, per ringraziare la Fondazione Carifol per il suo costante impegno nel garantire attività culturali a gruppi di volontariato cittadini. Il presidente Gaudenzio Bartolini in persona ha accolto e salutato i volontari, dimostrando la sua costante scesa in campo umanitario. Sempre Bartolini, del resto, è stato presente al recente convegno sulla robotica applicata alla medicina di riabilitazione, svoltosi negli stessi locali della chiesa-museo di via Garibaldi. A fare da guida, in via eccezionale, l’architetto Giancarlo Partenzi, che ha illustrato la breve storia della chiesa, già ex convento di monache, restaurata e riaperta al pubblico nel 2009 e successivamente divenuta sede della magnifica opera del De Dominicis. Partenzi ha anche raccontato l’iter che la maestosa opera ha compiuto sia in Italia che in Europa e del grande successo ottenuto in occasione della sua trasferta fiorentina. Frutto di un grosso lavoro, se si pensa che la Calamita Cosmica viene smontata e caricata pezzo per pezzo a bordo di un tir per essere trasportata nel luogo destinato ai singoli eventi. La guida del museo ha poi spiegato le caratteristiche dell’opera, realizzata in gesso e polistirolo, con un’anima di ferro simbolo della morte e uno scheletro di ventiquattro metri, che prende il nome dall’asta di metallo che sovrasta l’opera stessa. La Fondazione Carifol, da sempre impegnata nella promozione e integrazione dell’offerta culturale cittadina, ha fatto della Calamita Cosmica e del museo di arte contemporanea del Ciac i suoi due fiori all’occhiello della cultura e dell’arte cittadina.

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