18.4 C
Foligno
lunedì, Ottobre 12, 2026
HomeAttualitàNon c'è due senza tre: Montefalco è ancora tra le "Spighe verdi"...

Non c’è due senza tre: Montefalco è ancora tra le “Spighe verdi” d’Italia

Pubblicato il 23 Luglio 2018 16:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:50

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno, il Comune cerca ditte per sgomberare le strade da ghiaccio e neve

Pubblicato l'avviso pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse in vista della stagione 2026/2027. C'è tempo fino a martedì 27 ottobre per presentare la domanda. Priorità alle aziende iscritte sul portale Mepa

Il “San Carlo” si fa palcoscenico nazionale: a Foligno il debutto di “Chiara e Francesco – Prima dell’Alba”

Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre la drammaturgia di Roberto Cavosi apre la stagione teatrale 2026/2027 con gli attori Gianluca Rossetti, Caterina D’Ettorre e Bruno Governale

Foligno, c’è tempo fino al 21 ottobre per accedere ai fondi della Regione per l’acquisto dei libri di testo

Posticipato il termine del 7 ottobre per presentare domanda di contributo per la fornitura gratuita o semigratuita dei manuali scolastici. La misura è rivolta agli studenti delle secondarie con Isee fino a 15.493 euro

Il Comune di Montefalco ha ottenuto per il terzo anno consecutivo il riconoscimento di Spighe Verdi, la certificazione promossa da Confagricoltura e Fee Italia assegnata ai comuni rurali che attivano processi virtuosi con particolare riguardo alle tematiche ambientali che si basa sul programma di “Bandiere Blu”. Anche quest’anno Montefalco è l’unico comune dell’Umbria ad aver ricevuto questa importante certificazione che è stata consegnata al senatore e sindaco Donatella Tesei  lunedì 23 luglio da Fee Italia e da Confagricoltura  in un evento romano al Ministero per i Beni e le attività culturali. Spighe Verdi è il programma per lo sviluppo rurale sostenibile. Si rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Il successo di Spighe Verdi sta nel rapporto che si crea tra Comune, agricoltori e comunità locale in un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche, quali: acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio. A valutare le candidature una commissione a cui hanno partecipato rappresentanti di diversi enti, dal ministero dell’Ambiente a quello delle Politiche agricole passando per il Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, l’Ispra, il Cnr e Confagricoltura. Questa certificazione arriva anche grazie ad un percorso avviato negli anni dall’amministrazione comunale nell’ottica della sostenibilità rurale e ambientale  attivando una serie di azioni che gli hanno permesso di  ottenere già nel 2006 la Certificazione ambientale Emas, che hanno portato alla redazione di un sistema di gestione ambientale che fissa responsabilità, pratiche, procedure, processi e risorse e consente di sviluppare, realizzare e mantenere la politica e l’efficienza ambientale. Spighe Verdi quest’anno è andato a 31 località rurali in 12 regioni, una in più rispetto all’edizione 2017 (la Calabria). Marche, Toscana e Campania sono le tre regioni con il maggior numero di certificazioni. La prima con sei località (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), la seconda con cinque (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona) alla pari con la Campania (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea). Seguono, con tre località ciascuna, la Puglia (Castellaneta, Ostuni e Carovigno) e il Veneto (Calalzo di Cadore, Caorle, Montagnana). Vantano invece due località il Lazio (Canale Monterano e Gaeta) e l’Abruzzo (Tortoreto e Giulianova), mentre c’è un comune rurale per ognuna delle restanti regioni presenti nell’elenco: Piemonte (Alba), Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco) e Sicilia (Ragusa).

Articoli correlati