7.3 C
Foligno
martedì, Marzo 17, 2026
HomeCultura"Capolavori del Trecento", due cataloghi esaltano le opere in mostra

“Capolavori del Trecento”, due cataloghi esaltano le opere in mostra

Pubblicato il 26 Luglio 2018 14:01 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:49

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Neurologia, a Foligno la telemedicina sempre più centrale nella diagnosi e cura dell’ictus

Il "San Giovanni Battista" si conferma un polo avanzato nell'applicazione del servizio. Zampolini: "L'inserimento di nuove tecnologie sarà contemplato nel piano sociosanitario regionale"

Foligno, al via la ricerca del nuovo dirigente dei Lavori pubblici: si parte dagli interni

A confermarlo la delibera di Giunta dello scorso 26 febbraio con cui viene dato mandato di procedere partendo dai dipendenti interni all’Ente. Il responsabile rimarrà in carica per i prossimi tre anni

Foligno, in terza commissione si torna a parlare di disagio giovanile

La seduta, coordinata dalla consigliera Tiziana Filena, è stata convocata per il prossimo 25 marzo. Invitati a partecipare i dirigenti delle scuole superiori della città e i rappresentanti delle associazioni sportive

Due volumi, frutto di un lavoro minuzioso e collegiale da parte di esperti, studiosi e ricercatori legati alla mostra “Capolavori del Trecento – Il cantiere di Giotto, Spoleto e l’Appennino”, sono stati presentati a villa Fabri di Trevi. Dopo i saluti del sindaco Bernardino Sperandio, sono seguiti gli interventi dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, del presidente del Gal Valle Umbra e Sibillini, Gianpiero Fusaro, della Soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria Marica Mercalli e del professor Corrado Fratini, ordinario dell’Università di Perugia. Due cataloghi di alto valore che documentano sia le opere esposte negli allestimenti di Montefalco (Complesso mussale San Francesco), Scheggino (Spazio arte Valcasana), Spoleto (Basilica di Sant’Eufemia e Museo Nazionale del Ducato) e Trevi (Museo di San Francesco) che gli itinerari possibili sulle tracce dell’arte trecentesca che coinvolge varie regioni: Umbria, Marche e Abruzzo nell’area di confine con Rieti. Un vastissimo territorio oggi ancora alle prese con le ferite del terremoto che due anni fa ha inferto un colpo mortale a tante opere d’arte. Ma tante di esse sono state salvate e protette nel deposito di Santo Chiodo a Spoleto. Alcune sono già state restaurate e fanno parte della mostra itinerante che rimarrà aperta fino al 4 novembre. Per la realizzazione dei due volumi determinante è stato anche l’apporto economico del Gal, Agenzia regionale sostenuta da fondi europei. La mostra e i due cataloghi che ne esaltano l’importanza, vuole essere quindi non solo il risultato di uno studio meticoloso sull’arte trecentesca in questo territorio, ma anche un modo per sensibilizzare sulla necessità di riportare quelle opere nei luoghi di appartenenza essendo nel loro valore intrinseco simbolo e punto di riferimento delle comunità terremotate. I cataloghi saranno acquistabili nelle sedi della mostra a partire dal 1 agosto. Tutte le informazioni sul sitowww.capolavorideltrecento.it.

Articoli correlati