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Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo contro il governo: “Noi esclusi dalla ricostruzione”

Pubblicato il 18 Ottobre 2018 12:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:34

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I presidenti di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, subcommissari al terremoto, non avranno più il potere di condivisione sulle ordinanze commissariali, ma un mero ruolo consultivo. È quanto prevede il testo del decreto votato dalla maggioranza di governo la notte scorsa relativamente alla ricostruzione del ponte Morandi a Genova. Decisione che ha subito fatto andare su tutte le furie i governatori delle quattro regioni del Centro Italia, oggi impegnati nella ricostruzione post sisma. Per Catiuscia Marini, Luca Ceriscioli, Nicola Zingaretti e Giovanni Lolli, quella adottata dal Governo è una “svolta centralista grave e miope, perché – spiegano – moltissime scelte della ricostruzione impattano direttamente con norme e leggi di carattere regionale”.

“La modifica – spiega a questo proposito Alfiero Moretti, direttore generale del governo del territorio e paesaggio, protezione civile, infrastrutture e mobilità della Regione Umbria, intervenuto ai microfoni di Radio Gente Umbra – attribuisce al commissario il potere di emanare gli atti senza acquisire l’intesa delle Regioni, ma avendole solamente informate. Tutto questo – prosegue – avrà ovviamente dei riflessi sulla gestione e sull’emanazione degli atti che, non vedendo una possibilità di interlocuzione concreta delle Regioni attraverso i loro organi tecnici, potrebbero essere non rispondenti alle reali esigenze di chi lavora sul territorio”. Per il direttore generale della Regione Umbria si tratta di una “questione politica, e non certo – conclude – di una decisione che tiene conto degli interessi dei terremotati. O almeno, così appare”.

Bocciata, dunque, la tesi che vede nel decreto il tentativo di rendere i procedimenti più snelli. “La non condivisione ‘ante’ scrittura delle ordinanze – si legge infatti nella nota unitaria dei quattro presidenti di Regione – produrrà sicuramente contenziosi e ricorsi e aumenterà quella confusione burocratica che si dice di voler combattere. La ricostruzione – aggiungono – si fa nei territori e non a Palazzo Chigi, per questo valuteremo un ricorso alla Consulta perché leso il principio di leale collaborazione tra istituzioni”.

Intanto, in attesa di essere ricevuti dal presidente del consiglio, i quattro governatori hanno deciso di disertare l’incontro, in programma per oggi, con il neo commissario alla ricostruzione. “Viste le scelte compiute – concludono – non si comprende più quale sia il senso e la funzione di questo Comitato”.

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