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Bevagna, i tigli di viale Roma saranno abbattuti. Legambiente: “Chiediamo la ripiantumazione”

Pubblicato il 31 Ottobre 2018 15:39 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:31

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Niente da fare per i tigli di Bevagna. Le 95 piante che costeggiano viale Roma, strada che dalla città delle Gaite conduce verso Montefalco e Gualdo Cattaneo, saranno abbattute. A dirlo, nero su bianco, è la relazione prodotta dall’agronomo forestale della Provincia di Perugia, Andrea Barbagallo, all’interno della quale si pone l’accento sulla necessità di “scongiurare il potenziale pericolo per la privata e pubblica incolumità e per il transito garantendo così la possibilità di realizzare un percorso ciclopedonale fruibile e sicuro”.

Necessità condivisa anche dal Comune guidato da Annarita Falsacappa e da Legambiente attraverso la sezione folignate oggi guidata da Marco Novelli. “Ci siamo incontrati più volte con l’amministrazione comunale e la Provincia di Perugia per salvaguardare il numero maggiore possibile di alberi – ha commentato Novelli – ma, purtroppo, le maldestre potature prima e una non corretta e costante manutenzione poi hanno compromesso il ciclo vegetativo della gran parte degli alberi, che ora sono un serio rischio per la sicurezza”. Ok di Legambiente, dunque, all’abbattimento ma ad un patto.

“Abbiamo chiesto all’amministrazione – prosegue infatti il presidente folignate –  di avviare da subito un piano di ripiantumazione in luoghi idonei per compensare quelli che saranno abbattuti”. Per l’associazione ambientalista, infatti, “gli alberi sono da sempre gli alleati del clima e delle città: aiutano a mitigare l’effetto serra, assorbendo l’anidride carbonica e quindi anche le emissioni climalteranti di origine antropica – spiega Marco Novelli -. Sono in grado di filtrare il particolato e gli inquinanti presenti nell’aria, aumentano la biodiversità e fanno bene alla salute psicofisica”. Insomma, tutti benefici utili e preziosi – per Legambiente – anche per una piccola città come Bevagna.

Tornando alla relazione elaborata dalla Provincia di Perugia, il documento prevede l’abbattimento immediato delle piante pericolose e poi a primavera la “triturazione delle ceppaie” dei tigli abbattuti mediante opportune macchine, senza quindi estirpare le radici. Sempre nello stesso periodo – e dopo l’approvazione del progetto da parte della Soprintendenza archeologica di Perugia – è prevista la sistemazione delle pertinenze stradali, in entrambi i sensi di marcia, mediante l’innovativo sistema di pavimentazioni in terra stabilizzata, con effetto “terra battuta”. A garantire il fascino del viale alberato saranno i platani – un centinaio quelli già presenti sul viale – i quali, però, dovranno essere potati “per scongiurare – si legge nel documento redatto da Andrea Barbagallo – la lenta e inesorabile fine del ciclo vegetativo delle stesse”.

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