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Foligno, i defibrillatori installati in centro storico rischiano di essere rimossi

Pubblicato il 13 Gennaio 2019 10:34

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A rischio la presenza dei defibrillatori nel centro storico di Foligno. La città della Quintana, che da ormai tre anni può fregiarsi dell’appellativo di “città cardioprotetta”, potrebbe infatti ritrovarsi a breve senza i quattro apparecchi installati alla stazione ferroviaria, in corso Cavour sotto le Logge, in piazza della Repubblica all’angolo con via XX Settembre e in viale Marconi. Il motivo? La mancata presa in carico da parte del Comune dei defibrillatori acquistati da Afam, Avis e dall’associazione “Amici del cuore della Valle Umbra” e donati da quest’ultima all’amministrazione Mismetti.

“Ad oggi – spiega il presidente dell’associazione Giuliano Piccioni – siamo ancora noi proprietari dei defibrillatori, ma essendo la nostra un’associazione non possiamo assumerci questa responsabilità che, quando si realizzano progetti di questo tipo, spetta di norma alle amministrazioni comunali”. Secondo quanto emerge, in tre anni il Comune di Foligno non avrebbe trovato la formula per assumersi quest’incarico, che comporta di fatto la sola revisione periodica degli apparecchi salvavita. Già, perché a controllarne costantemente la funzionalità – con cadenza addirittura settimanale – ci pensa il comando di polizia municipale che, come spiegato dal presidente Giuliano Piccioni, lo scorso mese di luglio si è preso quest’impegno.

“È come se la donazione non fosse stata accetta – prosegue il presidente Piccioni -. Ci troviamo in una situazione di grande difficoltà e stiamo valutando con dispiacere di rimuovere i defibrillatori installati, peraltro, su suolo pubblico. Se così fosse doneremo i due che abbiamo acquistato come associazione ad altri enti, mentre per i restanti, acquistati da Afam e Avis, sentiremo i diretti interessati per capire come muoverci”.

Foligno si ritroverebbe così a compiere un enorme passo indietro, se si considera che il numero delle città che decidono di essere cardioprotette è in costante crescita, ma non solo. Sì, perché l’arresto cardiaco continua ad essere la principale causa di morte in Italia. E la possibilità di avere a disposizione, in luoghi considerati strategici perché a più alta affluenza, degli apparecchi salvavita non è un aspetto da sottovalutare. Anche perché, come spiegato dal presidente Piccioni, “si tratta di strumentazioni che tutti possono utilizzare dopo aver frequentato un semplice corso, che – ha aggiunto – come associazione proponiamo anche all’interno delle scuole”.

Da qui, dunque, l’appello al Comune affinché l’accettazione della donazione passi dalle parole ai fatti. “Anche se se ne rendesse necessario l’utilizzo una volta ogni tre anni – ha infatti concluso Giuliano Piccioni – quella sarebbe una vita salvata”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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