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Da Boston a Foligno per raccontare la sua storia di giovane scienziata: l’Ite accoglie Angela Cai

Pubblicato il 31 Gennaio 2019 15:37

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Sta progettando delle nuove superbatterie elettriche capaci di ricaricarsi molto più velocemente di quelle tradizionali al litio. Lei è Angela Cai, ha 21 anni, è sino-americana ed è una studentessa di chimica organica, termodinamica e algoritmi al quarto anno del Mit, ossia il Massachusetts Institute of Technology di Boston. Il suo è un progetto finalizzato all’utilizzo di queste innovative batterie in campo automobilistico per il potenziamento dei veicoli elettrici a emissioni zero. Un progetto che la prossima estate la porterà in Italia nella sede della Lamborghini.

Angela, però, in Italia c’è stata anche recentemente, ospite dell’Istituto tecnico economico “Scarpellini”, dove ha incontrato le studentesse del quarto e quinto anno per raccontar loro quanto sia affascinante la scienza e quanto ci sia ancora bisogno di menti giovani e aperte, soprattutto femminili. Si, perché in Italia le studentesse iscritte alle facoltà tecnico-scientifiche sono ancora troppo poche, il 32 per cento contro il 68 per cento dei colleghi maschi.

E così la giovane Angela e arriva nella città della Quintana per portare la sua esperienza, quella che sta vivendo in una delle scuole più prestigiose al mondo, lì dove già negli anni Quaranta nasce il primo computer digitale e trent’anni dopo, nel 1967, viene inventato il primo braccio bionico. Una scuola, il Mit, che in 150 anni di storia ha sfornato ben 85 premi Nobel, affermandosi come autentica “fabbrica delle idee’.

L’iniziativa porta la firma del Soroptimist International Club Valle Umbra della presidente Maria Luigia Fino. “Permane ancora l’idea  – ha dichiarato – che una cultura generalista aiuti la conciliazione e che le discipline Stem (acronimo anglosassone di Science, Engineering and Mathematics) presentino maggiori difficoltà, pregiudizio che sta alla base della paura di non farcela e che affonda le sue radici molto lontano, addirittura nella prima infanzia”.

Nel corso dell’incontro le studentesse dello “Scarpellini” hanno inoltre ascoltato le testimonianze di altre donne con l’attitudine per la scienza: dalle insegnanti Valentina La Magna e Nadia Temperini, docenti della scuola, a Paola Locci, professore ordinario di istologia e embriologia umana all’Università degli Studi di Perugia.

“L’iniziativa – ha commentato il dirigente scolastico dell’Ite Carlo Menichini – intende offrire alle studentesse della scuola suggerimenti utili per poi intraprendere con consapevolezza la scelta universitaria”. “Crediamo che la testimonianza di una giovane ricercatrice – gli ha fatto eco la vice Giuseppina Marchionni – possa accendere la passione, una scintilla nello sguardo, in chi deve ancora scegliere il proprio futuro”.

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