11.1 C
Foligno
sabato, Gennaio 24, 2026
HomeEconomiaApicoltura, in Umbria produzione giù dell’80 per cento. Apau: “Situazione tragica”

Apicoltura, in Umbria produzione giù dell’80 per cento. Apau: “Situazione tragica”

Pubblicato il 31 Ottobre 2019 17:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:26

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno, domenica l’anteprima della nuova stagione degli Amici della Musica

Al “San Domenico” la presentazione alla città del cartellone 2025 con ospiti Peter Paul Kainrath e Daniele Rebaudo. A seguire il concerto del pianista cinese Yifan Wu

Lavori alla rete idrica e rubinetti senz’acqua: ecco le zone interessate

Martedì 27 gennaio interruzione del servizio in alcune aree di Foligno per consentire gli interventi previsti da Valle Umbra Servizi

La polizia li ferma per un controllo e li trova con cocaina ed eroina: sanzionati

A finire nei guai per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale sono stati due cittadini di nazionalità italiana: il primo è stato beccato alla Paciana, l’altro a Sant’Eraclio. Nel corso del monitoraggio del territorio identificate 122 persone

Il 2019 passerà alla storia come “annus horribilis” per il comparto dell’apicoltura. Le preoccupazioni espresse dall’Associazione produttori apistici umbri alla fine dello scorso mese di maggio hanno infatti trovato conferma in una stagione definita tragica. La produzione di miele nel Cuore verde d’Italia ha subito una riduzione dell’80 per cento rispetto al 2018, “peggio – ha commentato il presidente Apau – di quanto potessimo temere”.

Un danno ingente che si va ad inserire in un quadro che già da qualche anno non appare roseo. “Sono diverse stagioni ormai che non si produce miele in maniera ottimale rispetto a quelle che dovrebbero essere le medie regionali” ha sottolineato a questo proposito Vincenzo Panettieri. Anche il 2018, che in tanti hanno apostrofato come un anno positivo, per il presidente Apau ha avuto le sue criticità.

Criticità che si sono acuite in questo 2019, mettendo in ginocchio l’intero comparto. A saltare soprattutto le grandi produzioni, come spiegato dal numero uno di Apau. “Ai danni economici derivanti dalla mancata produzione – ha inoltre proseguito – si sono andati ad aggiungere anche i costi della nutrizione forzata delle api”. Insomma, una maggiore spesa per gli apicoltori che hanno così dovuto provvedere in maniera “artificiale” al sostentamento delle famiglie di api, “che – ha spiegato Panettieri – hanno risentito delle condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato quest’anno”. Scombinata, dunque, l’intera performance di vita normale delle api, “che – ha ribadito il numero uno Apau – hanno manifestato comportamenti anomali”.

Insomma, un anno nefasto quello che volge al termine, ma che impone anche una riflessione a più alto livello, chiamando in causa anche le istituzioni. Un primo contatto tra Apau e Regione Umbria c’era già stato nel mese di giugno, quando l’associazione aveva incontrato l’allora assessore alle politiche agricole, Fernanda Cecchini. Ma ora che il quadro politico è cambiato, si attende di conoscere i nuovi interlocutori. “Chiederemo – ha quindi annunciato Vincenzo Panettieri – una maggiore attenzione per il comparto dell’apicoltura, che rispetto ad altri settori agricoli manca di garanzie”. Da colmare, secondo quanto reso noto, un vuoto normativo e legislativo che tuteli il settore e rispetto al quale si attende ora l’impegno della nuova giunta regionale.

Articoli correlati