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L’ultimo saluto a Greta, vegliata dai labrador: “Consola i tuoi genitori da lassù”

Pubblicato il 18 Maggio 2020 08:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:45

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C’erano i labrador con lei in piscina in quel tremendo pomeriggio. Quei cani che Greta amava tanto e che hanno tentato di salvarle la vita. E sono stati gli stessi labrador a vegliare sulla sua bara per tutto il tempo delle esequie. È stato il campo sportivo di Pieve Fanonica ad ospitare, nella mattinata di lunedì 18 maggio, l’ultimo saluto alla bimba di tre anni, morta per annegamento una settimana fa. 

Più di un centinaio le persone che, mascherina indosso e rispettando le regole del distanziamento sociale imposte dall’emergenza Covid, si sono ritrovate sotto una leggera pioggia per partecipare alle esequie della piccola. Tra loro anche il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini. Presenti anche gli uomini della polizia municipale per la gestione del traffico e carabinieri e polizia per garantire lo svolgimento in sicurezza dei funerali. 

A presiedere la celebrazione è stato il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, che nella sua omelia ha ricordato a tutti i presenti come “la morte non spezza l’amore”. “Di fronte ad una tragedia come questa – ha detto il presule – non ci sono parole capaci di consolare i suoi genitori, Cristina e Ciprian. Le nostre voci non potrebbero mai lenire una ferita così grande. Non esiste conforto per una mamma e un papà che soffrono per la morte di una loro creatura; per un genitore – ha infatti detto monsignor Sigismondi – la scomparsa di un figlio è più dura della propria morte. In circostanze così drammatiche c’è spazio solo per la condivisione del dolore, per un abbraccio silenzioso. Ma la morte, sebbene riesca a mandare in frantumi il vaso di creta del nostro corpo, non spezza l’amore, non riesce a colpire a morte l’amore”. 

Monsignor Sigismondi ha quindi richiamato l’attenzione della famiglia e di tutti gli intervenuti sulla “fede pasquale”. “Serve a mantenere viva la speranza – ha detto -, a trovare la forza di portare il peso sfibrante della sofferenza senza diventare cinici e rassegnati. Fratelli carissimi – ha quindi concluso sua eccellenza monsignor Sigismondi – non posso prendere per mano Greta e dirle, come ha fatto Gesù con la figlia di Giàiro: ‘Fanciulla, io ti dico: alzati’. Oso però sussurrare queste parole alla mamma Cristina e al papà Ciprian, prostrati da un dolore inconsolabile. Se non fossi certo di irritare la ferita aperta della loro sofferenza, mi verrebbe il desiderio di suggerire a Greta: “Gioca con gli angeli in Paradiso; lasciati prendere in braccio dalla Madre di Dio e trova il modo di accarezzare i tuoi genitori, di consolarli. Non ti sarà impossibile farlo”.

A chiudere la celebrazione, un lungo applauso. Poi, un piccolo corteo, composto esclusivamente dalle persone più vicine alla bimba ed alla sua famiglia, ha accompagnato il feretro nel cimitero locale, dove Greta riposerà. E nel suo ricordo delle rose saranno piantate a Pieve Fanonica, accanto ad un sasso che ne omaggerà la memoria. Quello sarà “Il Roseto di Greta”.

 

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