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Montefalco, l’opposizione sul buco di bilancio: “Serve una vera proposta di risanamento”

Pubblicato il 20 Luglio 2020 10:13 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:33

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“Ci aspettiamo e pretendiamo che il sindaco, se ne è in condizione, avanzi al consiglio comunale una vera proposta di risanamento per il futuro di Montefalco”. È quanto chiesto dal gruppo SìAmo Montefalco rispetto alla situazione finanziaria in cui versa il Comune oggi guidato da Luigi Titta. Comune che il 9 luglio scorso il prefetto di Perugia ha chiamato ad approvare il rendiconto di gestione 2019 entro 20 giorni dalla notifica, pena il commissariamento. Rendiconto che certifica l’esistenza, al 31 dicembre scorso, di un disavanzo di oltre 4 milioni e 200mila euro.

Ecco perché i consiglieri di opposizione chiedono che il sindaco avanzi la sua proposta. “Una proposta – sottolineano – che sia in grado, chiudendo con le pratiche del passato, di assicurare il minor danno possibile per i cittadini e che abbia l’ambizione di promuovere lo sviluppo e salvaguardare i servizi, senza continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini, per appianare i buchi dovuti alle precedenti gestioni”.

Il riferimento è, in questo caso, agli ultimi dieci anni di governo della città a firma Donatella Tesei, sindaco di Montefalco dal 2009 al 2019. “Ricordiamo – sottolineano dal gruppo SìAmo Montefalco – che nel 2009, quando si è insediata la prima giunta Tesei, i conti del Comune erano in perfetto ordine, tant’è che il rendiconto di gestione dell’ente si era chiuso al 31 dicembre di quell’anno, con un attivo di cassa e con un avanzo d’amministrazione di oltre 100mila euro. È evidente che da allora ed in particolare dopo il 2014 – hanno proseguito – la situazione finanziaria è andata incontro a un progressivo deterioramento, che oggi vede il Comune riconosciuto come ente strutturalmente deficitario, in assoluta difficoltà di cassa, con un ingente debito commerciale da evadere e avviato inesorabilmente, stando a quanto dichiarato dal sindaco Titta, verso il dissesto”.

Ad essere denunciate dall’opposizione anche una riduzione del patrimonio netto di oltre 2 milioni di euro e quella che apostrofano come “una patologica difficoltà di cassa, nonostante il ricorso constante e smodato a tutte le anticipazioni ordinarie e straordinarie di cassa” che non si sarebbe comunque tradotto, secondo quanto ribadito dal gruppo di minoranza, “nel pagamento dei fornitori”. Esemplificativo, in questo caso, il caso Valle Umbra Servizi. “Sul bilancio dell’Ente – dicono – grava anche un debito con Vus di circa 1 milione e 400mila euro”. Soldi che, per l’opposizione, il Comune ha riscosso dalla Tari versata dai cittadini ma che non ha utilizzato per pagare le fatture per i servizi di smaltimento rifiuti resi dalla Vus.

Necessario, dunque, fare chiarezza su come siano stati utilizzati i soldi. In quest’ottica, negli scorsi giorni la minoranza ha trasmesso alla Procura della Corte dei Conti un esposto per chiedere l’accertamento dei fatti accaduti e le connesse responsabilità. Esposto a cui ora si aggiungerà un nuovo documento “sulla recente dichiarazione del sindaco Titta – annunciano – in ordine all’‘operazione trasparenza’ effettata in questi giorni”. “A noi – concludono – interessa tutelare i cittadini, che rischiano di pagare per molti anni un conto salatissimo per il mal governo che è stato fatto, che si rimettano a posto i conti del Comune e che si torni a pagare regolarmente i fornitori vecchi e nuovi contribuendo alla ripresa del territorio”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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