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Telemedicina, da Trevi la richiesta per una rapida legislazione. A Foligno già ci sono i fondi

Pubblicato il 21 Luglio 2020 15:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:32

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In Umbria si torna a parlare di telemedicina e tele riabilitazione. L’occasione è stata, nei giorni scorsi, la visita del commissario straordinario dell’Usl Umbria 2, Massimo De Fino, e del sindaco Bernardino Sperandio, al Centro di riabilitazione intensiva di Trevi. È partito, dunque, dal dipartimento guidato dal dottor Mauro Zampolini l’appello affinché venga definita una legislazione che permetta una rapida implementazione della tele riabilitazione e della telemedicina nella pratica clinica quotidiana.

Ma, come detto, non è la prima volta che nel Cuore verde d’Italia si parla di telemedicina. No, perché già a gennaio, a Foligno, il primario di Medicina interna dell’ospedale “San Giovanni Battista”, il dottor Lucio Patoia, aveva avuto un’intuizione meritevole dell’interesse dell’Istituto Superiore di Sanità. Intuizione che contemplava l’utilizzo di un kit capace di mantenere in contatto diretto medico e paziente, senza ricorrere all’ospedalizzazione.

I vantaggi della telemedicina sarebbero sia per il malato, che grazie al monitoraggio a distanza eviterebbe lo stress della degenza in ospedale, sia per l’alleggerimento delle spese a carico del sistema sanitario. Un progetto, ancora in fase di avviamento, che si era guadagnato un corposo finanziamento da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno: circa 70mila euro.

Dalla città della Quintana a Trevi, dunque, c’è la volontà condivisa di puntare su questo tipo di tecnologia innovativa. Ma nella struttura trevana ci sono anche altri punti di forza largamente illustrati, nel corso della visita, al manager sanitario e al primo cittadino di Trevi. Tra tutti l’assistenza specialistica in riabilitazione e neuroriabilitazione, la ricerca in ambito riabilitativo che ha portato a centinaia di pubblicazioni scientifiche e la formazione per fisioterapisti e specialisti in medicina fisica e riabilitativa. E poi ancora gli aspetti di innovazione rappresentati dalle attività di riabilitazione con l’esoscheletro e dai sistemi computerizzati per facilitare la ripresa dell’equilibrio, del cammino e della funzionalità dell’arto superiore.

Questo è quanto illustrato dal dottor Mauro Zampolini a De Fino e Sperandio, i quali, analizzando anche l’organizzazione della struttura, hanno espresso grande apprezzamento. Il commissario straordinario, in particolare, ha assicurato l’intenzione di continuare a supportare lo sviluppo delle prospettive di ricerca e formazione. Dal canto suo, il sindaco di Trevi, soddisfatto delle parole di De Fino, ha rinnovato l’impegno del Comune a fare tutto ciò che è necessario per supportare il centro di riabilitazione. 

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