23.4 C
Foligno
sabato, Luglio 18, 2026
HomeAttualitàTrevi, appello del sindaco a Poste italiane: “Si ripristini la normale apertura...

Trevi, appello del sindaco a Poste italiane: “Si ripristini la normale apertura degli uffici”

Pubblicato il 6 Agosto 2020 11:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:29

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Incendi in Umbria: ancora fiamme a Nocera Umbra, sotto controllo Costacciaro e Spoleto

Tre canadair in azione nelle zone di Aggi, Casebasse e Bagnara, parzialmente chiusa la statale 361 e possibili disagi per l'elettricità. In corso, invece, le operazioni di bonifica sugli altri due fronti

Foligno, viola i domiciliari ma viene beccato dalla polizia: 55enne finisce in carcere

L’uomo, già gravato da precedenti, era stato condannato in via definitiva per aver introdotto monete false sul territorio nazionale. Revocato il beneficio, è stato portato a Spoleto dove sconterà la pena residua

Sulle tracce di San Francesco con il Festival del Sol

Giunto alla sua quarta edizione e legato quest’anno all’Ottocentenario francescano, proporrà da luglio a ottobre 16 appuntamenti tra trekking, natura e spiritualità. Coinvolti gli otto borghi dell’Unione Terre dell’Olio e del Sagrantino

Duro attacco del sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio, contro Poste italiane. Casus belli, il mancato ripristino della normale apertura degli uffici postali. Situazione, questa, che comporta ritardi e quindi disagio per gli utenti, soprattutto per le fasce più deboli, costretti per ore in fila fuori dagli uffici locali.

Dopo aver chiuso e poi ridotto gli orari di apertura dello sportello Trevi centro storico, dall’emergenza Covid aperto, infatti, solo tre giorni a settimana, ora è stata chiusa anche l’unica buca delle lettere del centro e la seconda in tutto il territorio comunale. Al netto di questo quadro, Sperandio si è fatto, dunque, portavoce del forte malumore che alberga nella comunità trevana. E lo ha fatto con una missiva ai vertici di Poste italiane che denuncia il “grave disservizio perpetrato a danno di una città di oltre ottomila abitanti e con un flusso turistico in costante espansione”.

“Non è ammissibile – ha scritto il primo cittadino – che ad un cittadino di Trevi, magari anziano e che non sa armeggiare con la posta elettronica, gli sia impedito di spedire una lettera, oppure ad un turista di spedire una cartolina. La politica di Poste italiane, così rivolta esclusivamente al profitto, – ha continuato – ignora le esigenze delle fasce più deboli della popolazione, lasciando gruppi di anziani fuori ad attendere il loro turno in piedi per ore dal momento che la riduzione dei giorni di apertura provoca inevitabilmente lunghe file, oggi sotto il sole, in inverno al freddo, per accedere ai servizi nelle poche occasioni in cui vengono erogati”.

Il sindaco ha poi parlato di un “atto di inciviltà di fronte al quale non si può tacere”, perché, come da lui stesso riferito, “a pagarne le conseguenze sono soprattutto i più fragili”. L’auspicio del primo cittadino è che il suo appello non cada inascoltato e che Poste italiane ripristini al più presto un normale regime di servizi postali a Trevi. 

Articoli correlati