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Foligno, le forze di centrosinistra contro l’ok dell’Auri alle nuove tariffe Tari

Pubblicato il 13 Settembre 2020 09:28 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:21

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Il consiglio comunale nella seduta del 23 giugno scorso ha approvato la misura che permette a chi ha accumulato debiti con l'Agenzia delle entrate tra il 2000 e il 2023 di saldare soltanto l'importo originario.

A Foligno, i gruppi consiliari di centrosinistra non ci stanno all’aumento della Tari. Un rincaro della tassa sui rifiuti che è conseguenza dell’approvazione, da parte dell’Auri, dei piani economici finanziari Tari. L’assemblea dei sindaci dell’Autorità umbra per rifiuti e idrico, riunitasi a Perugia il 9 settembre scorso, deliberando la validazione dei Pef ha, infatti, ridisegnato anche le nuove tariffe di Vus per la tassa sui rifiuti.

“Per gli altri Comuni ci sarà un aumento del 4,4 per cento – scrivono in una nota Pd, Patto x Foligno e Foligno 2030 -, mentre per Spoleto, Spello e Foligno il rincaro sarà addirittura maggiore, rispettivamente del 4,7, 4,9 e 4,85 per cento. Le nuove tariffe – continuano i partiti folignati di minoranza – sono state ratificate con l’approvazione di tutti i Comuni, salvo il voto contrario di Spello, Trevi e Montefalco”. Secondo il centrosinistra, “ancora una volta i cittadini si troveranno a pagare di più per un servizio che evidenzia sempre più diffuse criticità e manchevolezze”. Sono sempre Pd, Patto x Foligno e Foligno 2020 ad annunciare, dunque, la richiesta di convocazione della prima commissione consiliare per analizzare i motivi dell’aumento delle tariffe. 

A fare da contraltare al malumore dei gruppi d’opposizione di Foligno, la soddisfazione espressa dal direttore dell’Auri, Giuseppe Rossi. Lo stesso che, riferendosi all’estrema trasparenza del metodo Arera utilizzato basandosi su dati contabili inconfutabili provenienti direttamente dai bilanci comunali, ha parlato di un “importante passaggio procedurale che consentirà ai Comuni di consumare i passaggi consiliari e determinare i valori tariffari per l’anno 2020”. Sì, perché, come sottolineato dallo stesso Rossi, “con l’approvazione dei nuovi Pef il sistema regionale potrà disporre di un set enorme di informazioni comparabili tra loro, utili in sede di programmazione strategica nella gestione del ciclo dei rifiuti”. Di “assemblea compatta ed unita” ha parlato, invece, il presidente dell’Auri, Antonino Ruggiano, che ha spiegato come la delibera sia stata approvata quasi all’unanimità, con pochissime eccezioni dovute a particolari problemi. 

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