3.9 C
Foligno
domenica, Gennaio 18, 2026
HomeAttualitàFoligno, il Gruppo infanzia e adolescenza dice "no" alla chiusura delle scuole

Foligno, il Gruppo infanzia e adolescenza dice “no” alla chiusura delle scuole

Pubblicato il 19 Ottobre 2020 09:58 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:13

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno, Comune al lavoro per il consolidamento del “Santa Caterina”

Palazzo Orfini Podestà è alla ricerca di un équipe di professionisti che provveda al risanamento del dissesto fondazionale che interessa l'auditorium. Per il pieno ripristino della struttura serviranno 150mila euro

A Foligno doppio appuntamento con Gino Cecchettin

Il primo incontro, organizzato da “FulgineaMente”, è in programma per il 20 gennaio a palazzo Trinci. Mentre il secondo, dedicato ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, si svolgerà all’auditorium "San Domenico" nella mattinata del 21

Lavori sulla rete idrica, possibili disagi tra Uppello e San Giovanni Profiamma

Gli interventi di ottimizzazione verranno eseguiti da Valle Umbra Servizi dalle 10 alle 14 del 19 gennaio e dalle 8.30alle 17 di mercoledì 21 gennaio

La prospettiva che le scuole possano essere chiuse preoccupa, e non poco, il “Gruppo infanzia e adolescenza Foligno e zona sociale 8”. Nato lo scorso aprile su iniziativa di cittadini e professionisti con l’obiettivo di elaborare proposte e promuovere progetti concreti a tutela dei minori dai rischi di disagio e marginalità, il Gruppo infanzia e adolescenza ha perciò chiesto l’attivazione delle istituzioni affinché vengano prese decisioni concertate che abbiano al centro il diritto all’istruzione.

Nel dettaglio, vengono richiesti, oltre a tutti i provvedimenti sin qui adottati dagli istituti, un’eventuale messa a disposizione di spazi pubblici, fasce orarie differenziate, potenziamento ed ottimizzazione dei servizi di trasporto, rapida identificazione dei positivi ed una più efficace comunicazione dei protocolli. Un’attivazione che, per il Gruppo, deve passare dalla collaborazione con il mondo della scuola, delle professioni mediche e psicologiche, con studenti e genitori, e tesa ad identificare soluzioni differenti dallo stop delle lezioni, da vedere invece solo come extrema ratio.

Come sottolineato dal Gruppo, infatti, “il lockdown dello scorso anno scolastico ha mostrato come l’interruzione delle lezioni in presenza comprometta il diritto degli studenti ad una didattica basata sull’interazione, l’esperienza ed il confronto con docenti e compagni limitando il processo di apprendimento a mero trasferimento di contenuti”. Tutto ciò, concorrerebbe – secondo quanto dichiarato – ad un impoverimento della funzione educativa, con pesanti ripercussioni sui giovani, soprattutto quelli più fragili.

Insomma, il Gruppo infanzia e adolescenza mette in guardia rispetto al fatto che la scuola rappresenti il luogo fisico nel quale si riducono le differenze e si garantisce pari diritto di accesso all’istruzione, combattendo le disuguaglianze sociali e la solitudine dei ragazzi. “Chiudere la scuola – concludono – significa sottrarle il fondamentale ruolo di elemento di costruzione di una società competente, consapevole, giusta ed equa che sappia garantire parità di condizioni di partenza”.

Articoli correlati