7.2 C
Foligno
lunedì, Gennaio 12, 2026
HomeAttualitàTrevi, servizio postale a ritmi bassi: scatta la raccolta firme per la...

Trevi, servizio postale a ritmi bassi: scatta la raccolta firme per la riapertura tutti i giorni

Pubblicato il 22 Gennaio 2021 12:04 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:53

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Allo “Scarpellini” arriva lo sportello di ascolto psicologico

Da martedì 13 gennaio gli studenti potranno contare sul supporto della psicologa Lucia Cecconi, a cui potranno esprimere i propri eventuali difficoltà. Ferretti: "Scuola presidio fondamentale nella gestione delle fragilità"

Picchia, afferra per il collo e schiaffeggia la moglie: 51enne allontanato da casa

Per mesi la donna aveva subito ingiurie e percosse da parte del marito anche davanti ai tre figli piccoli. A fermare la spirale di violenza l’intervento della polizia: all’uomo è stato applicato il braccialetto elettronico

Lutto a Foligno, morto a 89 anni Venanzio Pazzani

Figura storica della città era proprietario dell'Hotel Italia in centro storico che gestiva insieme alla moglie. Nel corso della sua vita è stato anche presidente di Federalberghi e assessore comunale

Una raccolta firme per chiedere a Poste Italiane di ripristinare la normale apertura degli uffici del centro storico di Trevi. È quella promossa dall’assessore ai servizi sociali, Stefania Moccoli, con l’intento, prima, di portare una petizione all’approvazione del consiglio comunale trevano e di trasmetterla, poi, al Ministro del Mise. Una mossa tesa a sensibilizzare i più alti livelli delle istituzioni affinché l’ufficio postale di Trevi torni ad essere aperto tutti i giorni, e non solo tre a settimana come ormai “consuetudine” dal post lockdown. La questione, insomma, è la stessa rispetto cui, in estate, il sindaco Bernardino Sperandio aveva attaccato proprio l’azienda.

Il primo cittadino bollava a suo tempo “inammissibile” il fatto che Poste Italiane avesse ridotto l’orario di apertura dello sportello. Un “grave disservizio”, aveva denunciato Sperandio, che, tra le altre cose, comporta ancora oggi assembramenti all’esterno degli uffici e costringe gli utenti, anziani compresi, ad attendere il proprio turno esposti alle intemperie. E poi ci sono i disagi dei cittadini che per accedere ai servizi decidono di recarsi all’ufficio di Borgo Trevi aperto, invece, tutti i giorni, in un periodo in cui è consigliabile limitare gli spostamenti.

A mesi di distanza, dunque, nulla è cambiato. “L’unica risposta ricevuta dall’azienda – spiega a Rgu l’assessore Stefania Moccoli – è stata quella che dipingeva la situazione come non definitiva. Di fatto, il problema ancora c’è – aggiunge – ed è ormai insostenibile”. Da qui la raccolta firme, che, oltre a rappresentare l’espressione del consiglio comunale trevano e della cittadinanza tutta, vuole mantenere alta l’attenzione sulla questione. “Non volgiamo subire passivamente – parole dell’assessore – il ridimensionamento del servizio postale”. Lo stesso che preoccupa Stefania Moccoli, in quanto “c’è il sospetto che sia il primo passo verso la chiusura”.

Insieme all’ancora assente sportello postmat atm, l’eventuale scomparsa del servizio postale, come riferito dall’assessore, significherebbe, tra l’altro, perdere uno dei requisiti necessari alla città dell’olio per essere inserita in circuiti turistici non solo locali. Chiunque fosse interessato alla causa, potrà quindi apporre la sua firma, insieme agli estremi di un documento d’identità, sui moduli già disponibili al Caffè Roma di piazza Mazzini a Trevi.

Articoli correlati