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Montefalco, il Consorzio vini dice sì all’indicazione territoriale in etichetta

Pubblicato il 9 Marzo 2021 11:31 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:43

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Il Consorzio Tutela Vini Montefalco dice sì alla dicitura “Umbria” sull’etichetta dei vini. L’assemblea dei soci ha infatti approvato la modifica dei disciplinari delle DOC Montefalco e DOCG Montefalco Sagrantino che introduce la possibilità da parte dei produttori di inserire l’indicazione geografica regionale. Duplice l’obiettivo: da una parte valorizzare e comunicare la regione nella sua interezza, dall’altra invece rafforzare la collaborazione tra i vari territori soprattutto sul terreno della promozione del settore vitivinicolo.

Insomma, “un chiaro segnale di apertura e unità”, fanno sapere dal Consorzio montefalchese guidato da Filippo Antonelli, che ha trovato l’unanimità di tutte le aziende socie. Lo stesso procedimento è previsto, nel breve termine, anche nel disciplinare della DOC Spoleto, al quale stanno lavorando parallelamente anche altri Consorzi della regione. Le due DOCG dell’Umbria hanno già avuto approvazione delle modifiche al disciplinare dalle rispettive assemblee: oltre a quello di Montefalco, infatti, anche il Consorzio di Tutela Vini di Torgiano ha seguito lo stesso iter.

Cosa cambia per le cantine? La possibilità di inserire in etichetta la dicitura “Umbria”, in aggiunta alle altre informazioni previste dai disciplinari, così da promuovere il territorio regionale già a partire dall’uscita del vino sul mercato, fornendo quindi un’importante informazione sulla provenienza geografica dei vini e rafforzando, soprattutto nei confronti del mercato estero e dei consumatori internazionali, l’identificazione con una delle regioni italiane più amate dai turisti stranieri nonché dagli italiani stessi.

“È una tappa importante nel processo di valorizzazione e comunicazione del territorio umbro nella sua interezza”, queste le parole del presidente del Consorzio montefalchese, Filippo Antonelli, che ha ribadito come “l’inserimento in etichetta dell’indicazione territoriale leghi ancora di più i vini al territorio di provenienza, rappresentando un valore aggiunto in termini di autenticità e di identificazione con un’area di grande attrattiva da un punto di turistico e di grande suggestione da un punto di vista storico e culturale, con ricadute anche sotto l’aspetto commerciale”. “La modifica ai disciplinari – ha quindi concluso Filippo Antonelli – è un passo importante verso una coralità di azioni congiunte dei Consorzi della regione, così come è importante l’unanimità espressa dai nostri soci sulla decisione, che sottolinea una visione del percorso condivisa da tutte le realtà produttive”.

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