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Umbria, 16mila studenti di seconda e terza media di nuovo in aula

Pubblicato il 12 Aprile 2021 15:45 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:32

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Sono tornati in classe gli studenti umbri di seconda e terza media. Lunedì mattina, infatti, la campanella è tornata a suonare anche per loro. E, anche per molti di loro, dopo più di due mesi dallo stop alla didattica in presenza, scattato a seguito dell’impennata dei contagi dovuta alla diffusione delle varianti inglese e brasiliana. Lunedì mattina, quindi, zaino in spalla sono stati oltre 16mila i ragazzi e le ragazze che si sono aggiunti a tutti gli altri alunni che avevano fatto rientro a scuola già la scorsa settimana.

Con un’apposita ordinanza emanata prima di Pasqua, infatti, la presidente della Regione, Donatella Tesei, aveva disposto il ritorno alla didattica in presenza per tutti i cicli dai nidi alle scuole secondarie di primo grado con l’eccezione, però, di seconde e terze medie. Diversamente, dunque, da quanto stabilito per le zone arancioni dall’ultimo Decreto Draghi. Il provvedimento della governatrice umbra, però, si estendeva temporalmente solo fino a ieri, domenica 11 aprile. Con un successivo atto, che risale allo scorso venerdì, il ritorno in classe è stato quindi esteso anche agli studenti di seconde e terze medie.

Complessivamente, quindi, si tratta al momento di una popolazione scolastica di più di 75mila alunni e quasi 8mila docenti. Numeri destinati a crescere già da mercoledì 14 aprile, quando potranno riprendere le lezioni in presenza anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ma solo al 50 per cento.

Il giorno della ripresa della didattica in presenza per la maggior parte della popolazione studentesca umbra, però, è stato anche quello che ha di fatto segnato lo stop alla vaccinazione per il personale scolastico. La Regione, come reso noto nella giornata di domenica, ha infatti recepito l’ordinanza firmata lo scorso 9 aprile dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Figliuolo, che ridisegna il piano vaccinale uniformandolo a livello nazionale.

Da oggi, lunedì 12 aprile, quindi, prenotazioni bloccate per tutte quelle categorie non previste dal provvedimento del generale Figliuolo, compreso il personale scolastico. Numeri alla mano si tratta di circa 9mila soggetti che, al momento non potranno avere accesso al vaccino anti-Covid, anche se – secondo quanto emerge – le prenotazioni ammontavano a 5mila richieste. Diciannovemila invece, ad oggi, quelli a cui era già stato somministrato.

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