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Screening sanitari, l’Umbria tra le regioni italiane con i risultati migliori nel 2020

Pubblicato il 18 Maggio 2021 15:54 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:25

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L’Osservatorio nazionale screening promuove l’Umbria. Secondo il rapporto dell’Ons che ha monitorato l’andamento dei programmi di screening nel 2020 – cioè in piena pandemia – per misurare quantitativamente il ritardo accumulato e le capacità di recupero, il Cuore verde d’Italia si colloca tra le regioni italiane con i risultati migliori. Alla fine dello scorso anno, infatti, risulta completato il recupero dello screening della cervice uterina e colorettale, mentre un lieve ritardo si registra solo per quanto riguarda gli esami mammografici.

Entrando nel dettaglio dell’indagine, per quanto riguardalo screening cervicale, “l’Umbria è l’unica Regione – fanno sapere dall’Ente di palazzo Donini – a non aver accumulato ritardi in termini di inviti, esami e lesioni diagnosticate. Recuperando nell’ultimo trimestre del 2020 – proseguono – tutti gli appuntamenti, sia quelli sospesi nel periodo di lockdown sia quelli previsti a scadenza nei mesi successivi fino al 31 dicembre e collocandosi in positivo nel confronto col 2019 per tutti gli indicatori considerati”. In linea con l’anno precedente anche lo screening colorettale, mentre a livello nazionale il ritardo è stato mediamente di 5 mesi e mezzo. Infine, quello mammografico. Come detto, in questo caso l’Umbria ha accumulato un lieve ritardo: ossia 1,1 mesi contro i 4,5 della media italiana. Numeri che vedono la regione, dunque, tra quelle con i valori percentuali più bassi messa a confronto con il 2019.

“I risultati raggiunti – ha commentato l’assessore alla Salute, Luca Coletto – hanno dimostrato che la Regione Umbria è riuscita a creare una rete che ha permesso di continuare a garantire con un notevole impegno da parte di tutti i professionisti e gli operatori il buon funzionamento dei programmi di screening. Sul territorio regionale – ha aggiunto l’assessore –  la sospensione ha riguardato solo le prestazioni di screening di primo livello, quindi gli inviti ad effettuare Pap-test o test HPV, mammografia, test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. A partire dalla seconda metà di giugno – ha concluso – attraverso due delibere adottate dalla giunta regionale, sono state date disposizioni alle aziende sanitarie riguardo alla ripresa delle attività, tra le quali anche gli screening oncologici che hanno tenuto conto dell’esigenza, sia di operare in completa sicurezza per gli operatori e per gli utenti, sia di garantire il recupero di tutti gli inviti sospesi, attraverso la riprogettazione delle sedute”.

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