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Vaccini, Cgil denuncia “pressioni sul personale”. D’Angelo: “Nessuna mancanza di rispetto”

Pubblicato il 20 Agosto 2021 09:23 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:56

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Botta e risposta tra sindacati e vertici della sanità regionale sull’organizzazione della campagna di immunizzazione. Ad accendere la polemica, nelle scorse ore, le sigle Cgil Perugia, Fp Cgil e Cgil Medici che denunciano “gravi pressioni sui medici impegnati nei punti vaccinali ed ingerenze sul loro operato” da parte proprio dei vertici della sanità umbra, ed in particolare del commissario all’emergenza Covid, Massimo D’Angelo. Vertici sanitari rei, per il sindacato, di “errori, ritardi e scelte sbagliate” che, però, sottolineano sempre dalla Cgil, “non possono in alcun modo essere fatti ricadere sulle spalle del personale sanitario, che con abnegazione massima, ed in certi casi anche in forma volontaria – proseguono -, presta servizio presso i punti vaccinali della nostra regione”. Una fotografia, quella scattata dall’associazione sindacale sulla scia di alcune segnalazioni, a detta loro “inaccettabile” e rispetto cui attendono un intervento della Regione. Un intervento, dunque, utile a “stroncare comportamenti del genere”, dal momento che, attaccano ancora dalla Cgil, “non è pensabile che ai problemi organizzativi, come quelli generati dalla scelta di concentrare solo a San Marco tutte le vaccinazioni del Perugino, si risponda aggredendo il personale medico e imponendo condizioni e tempi di lavoro non adeguati a garantire un servizio di vaccinazione attento e scrupoloso”. Il sindacato pretende quindi “l’immediato ripristino delle adeguate relazioni con i sanitari, nuove assunzioni e la revisione delle scelte organizzative”, a partire proprio dal mantenimento di un unico punto vaccinale per Perugia “che – concludono – crea disagi alla popolazione e concorre al depotenziamento del servizio”.

La risposta dei vertici sanitari umbri non si è fatta attendere. Direzione salute della Regione e commissario straordinario replicano alla Cgil ponendo l’accento sugli “importanti risultati nel contrasto alla pandemia e nella campagna vaccinale, frutto – spiegano – del grande contributo, umano e professionale, del personale sanitario, e testimoniato anche dai report del Ministero, Agenas e Fondazione Gimbe che pongono l’Umbria tra le prime regioni sul fronte contagi, ricoveri ed immunizzazioni”. Risultati che, per i vertici della sanità regionale, “avvalorano quindi le scelte tecnico organizzative assunte da palazzo Donini”. Replicando alla sigla, il commissario D’Angelo entra poi nel merito del rapporto con i sanitari nei punti vaccinali. “Non era mia intenzione indurre la riduzione dei tempi relativi alla fase di anamnesi dei pazienti – commenta -. Il mio atteggiamento era mirato a garantire un regolare flusso di lavoro e non voleva essere una mancanza di rispetto nei confronti di professioniste e colleghe”. Piuttosto “apprezzamento e gratitudine – conclude il commissario – verso tutti gli operatori che continuano a prestare un’opera fondamentale per la sicurezza di tutti”.

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