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Covid e scuola, cambiano le regole del tracciamento ma i presidi non ci stanno

Pubblicato il 28 Dicembre 2021 16:21 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:26

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Sono novantaquattro i dirigenti scolastici umbri che, a poche ora dal cambio delle regole su tracciamento e quarantene, hanno espresso più di un dubbio. Da ieri, infatti, tutti i contatti stretti di un caso positivo nelle 48 ore precedenti, studenti e docenti/Ata presenti in aula per almeno 4 ore, sono posti in quarantena per quattrodici giorni senza tampone e senza ulteriori comunicazioni. Queste, appunto, le più recenti disposizioni arrivate dalla sanità umbra e comunicate agli stessi dirigenti la vigilia di Natale. Presidi, tra cui alcuni di Foligno, che non hanno dunque esitato ad esprimere un certo dissenso, tutto racchiuso in una missiva rivolta, tra gli altri, alla presidente della Regione, Donatella Tesei, agli assessori regionali alla sanità e all’istruzione, Luca Coletto e Paola Agabiti, al commissario straordinario per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, e ad alcuni vertici sanitari.

Preso atto del “caos in cui versa il contact tracing delle scuole” e “dopo il concitato susseguirsi di indicazioni contrastanti”, i quasi cento dirigenti scolastici lamentano il fatto che si sia arrivati a scaricare su di loro la responsabilità di gestire tracciamenti ed individuare potenziali contatti. Così come quella di disporre d’ufficio quarantene di quattordici giorni senza alcun tampone a chiunque fosse da considerare a rischio, lasciando che sia proprio il mondo scuola a doversi interfacciare con l’utenza h/24. “Come fossimo presìdi di pronto soccorso – puntualizzano – e non ‘prèsidi’ di scuole con segreterie chiuse e giorni di festa di cui usufruire come tutti i lavoratori”. Seppur dicendosi consapevoli della delicata fase epidemiologica e ricordando il constante impegno nel raccogliere le segnalazioni dei positivi e nel comunicare a centinaia di famiglie le disposizioni arrivate dalla sanità, i dirigenti firmatari della missiva non mancano però di evidenziare diverse difficoltà. “Ci sentiamo di far presente l’incredulità e lo sconcerto che abbiamo rilevato in tutti coloro cui è stata imposta una quarantena di 14 giorni senza alcuna presa in carico da parte del servizio – si legge nel documento -.  Abbiamo cercato in tutti i modi di far comprendere alle famiglie e al personale la ratio di questo provvedimento e l’eccezionalità del momento che stiamo vivendo, ma di certo non è stato facile”.

Criticità grave, per i dirigenti, soprattutto la mancata presa in carico dei vaccinati. “In un momento in cui la campagna vaccinale dei bambini e dei ragazzi è al suo fragile inizio – evidenziano – la scelta di gestire allo stesso modo chi ha deciso, spesso non senza timori, di vaccinare i propri figli dai 12 anni in su e chi invece è decisamente contrario al vaccino non è certo ciò che le famiglie più ragionevoli si aspettavano da parte del sistema”. Per i titolari degli istituti umbri, si tratta di un messaggio deleterio e potrebbe avere pessime conseguenze sull’immunizzazione dei più piccoli.

“Per non parlare – aggiungono i dirigenti – dei docenti e del personale scolastico, che ben prima dell’obbligo erano andati in massa convintamente a vaccinarsi, anche per la terza dose”. Personale difeso a spada tratta e “che dovrebbe assolutamente essere preso in carico – dicono – sottoposto a tampone e ‘liberato’ quanto prima dalla quarantena, se negativo”. L’auspicio dei presidi è che, superato questo “drammatico momento”, il sistema sanitario regionale abbia la forza di riorganizzarsi e gestire, “se non tutti i contatti – dicono -, almeno i vaccinati”. Anche perché, concludono i dirigenti, “è in gioco la credibilità della Scuola e della Sanità”.

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