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Vus, l’appello di Foligno in Comune: “Azienda rimanga pubblica”

Pubblicato il 4 Maggio 2022 10:39 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:04

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Dopo la nota diramata da Impegno civile e l’interrogazione a firma dei gruppi consiliari di centrosinistra, anche il movimento politico di Foligno in Comune interviene sulla Valle Umbra Servizi, presentando tutta una serie di richieste. A cominciare dal “mantenimento dell’azienda in mano integralmente pubblica”, dopo le voci che, nelle ultime settimane, hanno paventato il rischio di privatizzazione della società guidata dal presidente Vincenzo Rossi. Come detto, però, questo è solo uno dei punti trattati dal movimento politico in una nota diramata alla stampa. Tra le questioni toccate c’è anche quella che riguarda un altro dei temi caldi emersi in questi ultimi tempi, quello cioè relativo alla presentazione del piano industriale, rispetto al quale Foligno in Comune chiede l’avvio di “un serio processo di partecipazione, che garantisca un efficientamento del sistema impiantistico che massimizzi il recupero di materia”. Dal movimento politico cittadino, poi, anche la richiesta di “una revisione completa del sistema della differenziata, uniformando i sistemi di raccolta verso il porta a porta e potenziando partecipazione e comunicazione”. E ancora l’attivazione di filiere di valorizzazione di buone pratiche, quali il riuso e il riciclo per mantenere le attuali tariffe Tari” e la “trasparenza nella pianificazione delle competenze tecniche in via di acquisizione e quindi delle procedure concorsuali”. In ultimo, “la certezza che gli errori commessi dalle amministrazioni di centrodestra nel 2019 non ricadano sulle qualità dei servizi e sui contribuenti”. Il riferimento è, in questo caso, alla richiesta di revoca del vecchio Cda della Vus da parte del Comune di Foligno che, per il gruppo politico, ha portato “dopo nemmeno tre anni ad un panorama preoccupante, sotto ogni punto di vista”. Tra le criticità denunciate, in particolare, una raccolta differenziata che bollano come “in costante peggioramento, fino ad aver toccato nell’ultimo trimestre 2021 – spiegano – il livello più basso dal 2017 con il 59,1% ed un conseguente rischio di aumento della tassa sui rifiuti”. “La città – concludono – é visibilmente più sporca e il servizio di raccolta appare sempre più inefficiente”. 

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