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Ffp2 in ospedale, Cimo-Fesmed: “Non idonee”. La Usl 2: “Efficacia e protezione”

Pubblicato il 24 Agosto 2022 12:57 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:44

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È botta e risposta, nel territorio della Usl 2 dell’Umbria, tra i sanitari e i vertici dell’azienda. Pomo della discordia le mascherine Ffp2 in dotazione al personale che lavora negli ospedali di competenza della Usl, come quelli di Foligno e Spoleto. Per il sindacato Cimo-Fesmed, infatti, le attuali mascherine sarebbero “inutilizzabili per uso sanitario”, con la segnalazione che le scorse settimane aveva portato l’azienda a garantire nuovi dispositivi di protezione più idonei. Dispositivi che sarebbero dovuti essere a disposizione di medici ed infermieri già da metà luglio, ma sin qui nulla è cambiato. È per questo motivo che la segreteria regionale chiede, “senza altro indugio”, di ritirare le attuali Ffp2, definite “inidonee per l’uso sanitario”, minacciando di rivolgersi agli organi preposti per il controllo e la verifica della sicurezza nei luoghi di lavoro. “Da oltre due mesi – ricorda Cimo-Fesmed – i dipendenti della Usl Umbria 2 acquistano in proprio Ffp2, dal momento che i dispositivi forniti dall’azienda provocano irritazioni cutanee, prurito e lesioni da pressione, generando dopo circa un’ora di utilizzo, dolore fastidioso e sudorazione anomala, rendendo inoltre difficoltosa la resporazione. E, in almeno un caso, le parti metalliche che fermano i laccetti di plastica hanno provocato lesioni in prossimità della zona oculare al momento della loro rimozione”. E nel giro di poco non si è fatta attendere la risposta della direzione strategica della Usl 2. “Tali presidi – scrivono dall’azienda sanitaria – risultano essere in possesso di tutte le certificazioni di idoneità e garantiscono il massimo livello di qualità in termini di efficacia e di protezione, essendo inoltre valutati idonei dalla commissione tecnica nominata nell’ambito della gara centralizzata regionale”. Ma la stessa Usl 2 promette comunque di risolvere a breve il problema: “Evidentemente la conformazione ‘a conchiglia’ di tali mascherine non risulta confortevole, in alcuni operatori, per un utilizzo prolungato in ambiente sanitario”. Ed è per questo che la direzione strategica si è già adoperata con la Centrale di acquisto per la sanità e con la ditta aggiudicataria dell’appalto regionale, “per individuare in tempi rapidissimi una soluzione alternativa che affianchi alla massima efficacia protettiva già assicurata da tali dispositivi, un migliore comfort e agio a beneficio del personale impegnato negli ospedali e nelle strutture sanitarie aziendali”. La Usl 2 garantisce quindi che, “nel giro di pochi giorni, verranno distribuite progressivamente, a partire dai reparti Covid del Pronto soccorso e del servizio 118, ulteriori tipologie di mascherine che rispondono a tali requisiti e a tali caratteristiche”.

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