22.9 C
Foligno
venerdì, Ottobre 16, 2026
HomeEconomiaAccompagnamento scolastico, anche Spello tra i comuni che scelgono volontari. Cgil: “Discutibile”

Accompagnamento scolastico, anche Spello tra i comuni che scelgono volontari. Cgil: “Discutibile”

Pubblicato il 23 Settembre 2022 10:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:38

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Controlli straordinari della polizia a Giano: identificate 50 persone

Monitorate le principali vie d'accesso e le frazioni in sinergia con il Comune. Nessuna criticità rilevata durante i posti di blocco

Consiglio aperto sui nidi, Zuccarini: “Non ci sono alternative alla gestione indiretta”

Il sindaco replica al comitato e alle famiglie durante un'assise infuocata. I genitori sull'impennata delle rette al nido “Innamorati”: "Venga annullata la gara"

A Vescia torna la gara della rocciata più buona

In calendario il 29 ottobre al ristorante Fichetto, la quinta edizione dell’appuntamento dedicato a uno dei dolci simbolo della tradizione umbra

“Vari comuni della provincia di Perugia come Assisi, Città della Pieve, Spello hanno deciso, o lo stanno facendo, di affidare il servizio di accompagnamento degli alunni della scuola dell’infanzia sugli scuolabus comunali ad associazioni di volontariato”. Ad affermarlo è la Cgil di Perugia e la Funzione Pubblica, che esprimono tutto il loro disappunto verso un’operazione che, “di fatto – dicono – sostituisce lavoratori e lavoratrici regolarmente contrattualizzati con dei volontari. Stupisce, tra l’altro, l’estrema velocità con cui è stata, in alcuni casi, condotta l’operazione: appena 8 giorni tra la pubblicazione dell’avviso e il conferimento dell’incarico”.
Per il sindacato si tratta di una scelta “eticamente discutibile”, soprattutto se portata avanti da pubbliche amministrazioni. Una scelta che “svilisce sia i diritti di chi lavora che il ruolo stesso del lavoro”. Una scelta di cui “non si comprendono le ragioni, ma si capiscono bene invece i danni provocati ai soggetti sostituiti, molto spesso soci di cooperative di tipo B e quindi appartenenti a categorie svantaggiate”.
“Per questi motivi – concludono Cgil e Fp Cgil di Perugia – chiediamo alle pubbliche amministrazioni di non trasformare queste operazioni in una prassi comune che contribuirebbe ad estendere il precariato che già troppi danni ha fatto nel Paese”.

Articoli correlati