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Foligno, l’Anpi contro le celebrazioni di El Alamein. Mingarelli: “È inaccettabile”

Pubblicato il 20 Ottobre 2022 11:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:33

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Fa discutere, a Foligno, la scelta di celebrare la battaglia di El Alamein con una doppia iniziativa promossa dall’Associazione 10 febbraio e patrocinata dal Comune. Un’iniziativa con un primo momento in calendario per oggi con un convegno, seguito domenica 23 ottobre dall’intitolazione del parco pubblico che si trova tra via Ridolfi, via Innamorati e via Monte Acuto alla memoria del paracadutista della folgore, il folignate Gaetano Pinna. Ad intervenire sulla vicenda è stato il presidente della sezione cittadina dell’Anpi, Stefano Mingarelli, che pur riconoscendo il dovere di “onorare i caduti di El Alamein, insieme a tutte le vittime della guerra, come pure riconoscere il valore e i senso del dovere di quanti  combatterono in quella feroce battaglia”, bolla come “totalmente inaccettabile” la decisione di “assegnare come istituzione un valore civile condiviso ad un episodio bellico – sottolinea – e ad un protagonista di un conflitto provocato dalla Germania nazista in cui l’Italia fu irresponsabilmente trascinata dal criminale regime fascista, assecondato da una monarchia cinica e imbelle”. “Vogliamo ricordare a questa amministrazione – ha quindi commentato il presidente Mingarelli – che ad El Alamein il nostro esercito e il regime fascista non stavano  svolgendo una missione umanitaria ma un vero e proprio atto di aggressione imperialista nella guerra a fianco di Hitler e del regime nazista”. Guerra che, ha ribadito il numero uno dell’Anpi folignate, “provocò centinaia di migliaia di morti e lutti indicibili al nostro Paese e alla nostra Foligno medaglia d’argento al valore civile per le distruzioni e le vittime civili e per il contributo alla lotta di Liberazione”. Mingarelli parla, dunque, di una “drammatica contraddizione” non colta proprio da “chi – aggiunge – dovrebbe rappresentare la storia, le tradizioni e i valori democratici della città di Foligno”. Per il presidente dell’Anpi si tratta piuttosto di “iniziative di cupa retorica, che – conclude – non rendono nemmeno omaggio a coloro ai quali è rivolto, vittime anch’essi di un regime e di un’ideologia che nel nostro Paese sono stati definitivamente sconfitti il 25 aprile 1945”.

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