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Omicidio Lucentini, Armeni condannato a pagare 53mila euro

Pubblicato il 26 Novembre 2022 18:27 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:26

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Dopo una condanna definitiva a 18 anni di carcere per l’omicidio di Emanuele Lucentini, l’ex appuntato scelto, Emanuele Armeni, dovrà ora pagare anche 53mila euro. È quanto ha stabilito la Corte dei conti dell’Umbria, che ha condannato l’ex carabiniere ad un risarcimento nei confronti del Ministero della difesa. Un risarcimento che – come detto – ammonta a 53mila euro (nello specifico a 53.617 euro). Entrando del dettaglio di quanto deciso dalla Corte dei conti, poco più di 38mila euro sono stati riconosciuti come equo indennizzo corrisposto alla vedova del militare ucciso nel maggio 2015 nel cortile della caserma di via Garibaldi, a Foligno, e 2.100 euro come sussidio urgente. E ancora, quasi 8mila euro per le spese legate ai funerali della vittima e altri 1.700 euro per emolumenti retributivi corrisposti dopo il decesso. Previsto, poi, un corrispettivo di 3mila euro per le “spese di formazione del deceduto sostenute dall’Arma”, 530 euro per le due pistole mitragliatrici Beretta M/1252 di dotazione, che erano state confiscate dopo l’uccisione di Lucentini, 0,19 centesimi per il proiettile sparato, 11 euro per quelli rimasti all’interno dei caricatori delle armi poste sotto sequestro e, infine, 20 euro per i proiettili usati nelle prove balistiche con le quali è stata accertata la dinamica di quanto accaduto il 16 maggio di sette anni fa. La sentenza della Corte dei conti dell’Umbria è arrivata nella giornata di venerdì 25 novembre, accogliendo di fatto le richieste avanzate dalla Procura. 

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