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A Rasiglia nasce il “Cammino della Ronda”

Pubblicato il 29 Luglio 2023 10:36

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Si sono conclusi qualche settimana fa i lavori di recupero e sistemazione dell’area immediatamente a ridosso del Castello di Rasiglia, sito di straordinaria rilevanza storico-paesaggistica per troppo tempo dimenticato. Dopo decenni di incuria, in cui l’intera pineta adiacente al cimitero risultava invasa da un fitto sottobosco, soggetta a caduta di alberi e dunque inaccessibile, oggi viene riscoperto un luogo-simbolo identitario per la comunità di Rasiglia e per l’intero territorio. Il progetto, proposto e realizzato dal funzionario alla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio dell’Umbria, Florian Castiglione, nasce dal desiderio di riqualificare in senso ampio lo spazio, coniugando finalità paesaggistiche, storico-antropologiche e di ricezione dei numerosi visitatori: l’intervento, infatti, non si è limitato esclusivamente ad un’accurata manutenzione e ripulitura del verde, ma ha previsto la realizzazione di una suggestiva passeggiata fruibile da abitanti e turisti. Una vera e propria risignificazione, dunque, che restituisce dignità e nuova vita a uno spazio secolare sepolto dalle stratificazioni del tempo.

Immerso nella fresca ombra della pineta, il percorso si snoda nel silenzio, tra gli antichi ruderi duecenteschi seminascosti dalla vegetazione, fino a dare accesso a una delle torri che un tempo fungevano da vedetta alla fortificazione. Da qui si apre un panorama inedito: la sorgente Capovena e l’intero borgo visto dall’alto, il corso del fiume segnato dai filari dei pioppi che corrono paralleli alla sellanese, “lu Gocciolone” che digrada sulla sinistra, monte Morro e monte Chieve sul versante destro.

Le prime tracce documentate del Castello di Rasiglia risalgono al 1258, data in cui, con la qualifica di castrum, se ne sancisce il ruolo strategico quale avamposto del Folignate. La struttura fortificata presenta la planimetria tipica del castello di pendio e si dispone lungo i fianchi dell’altura seguendo l’andamento delle curve di livello. Di esso è ancora ben riconoscibile parte della cinta muraria e una torre isolata. Il resto dello spazio interno alle mura, oggi immerso nella pineta, era occupato da costruzioni ancora in parte visibili, che rappresentavano edifici di tipo difensivo, pubblico, residenziale e religioso. È straordinario camminare ancora nel silenzio di simili tracce storiche, costeggiare le mura e ricalcare il passo di quegli uomini armati che un tempo devono aver perlustrato a vista l’orizzonte durante il loro cammino di ronda, protetti dalle merlature, in posizione di vantaggio su eventuali nemici.

Il castello subì nel corso dei secoli varie e pesanti ingerenze antropiche, prima tra tutte l’impianto del cimitero che, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, intaccò profondamente le strutture dell’area fortificata, fino all’ulteriore ampliamento degli anni Novanta, quando la nuova ala inferiore avrebbe finito per snaturare ancora di più il sito, incidendo profondamente sulle preesistenze medievali.

Oggi, il riscoperto cammino di ronda rinasce, perfettamente integrato nel paesaggio, senza generare impatto visivo e strutturale, rispettoso degli elementi naturali e antropici preesistenti. Ambiente, storia del territorio, quiete, benessere psicofisico si uniscono dunque in questo luogo straordinario, una passeggiata che ci conduce nei meandri di un passato lontanissimo, oltre la soglia di un antico castello, eppure con lo sguardo sempre rivolto all’orizzonte.

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