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Il “Countdown” di Young Jazz arriva alla sua tappa conclusiva

Pubblicato il 2 Gennaio 2024 16:22

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In seguito ai successi di novembre e dicembre di “Young Jazz Countdown” arriva Moult Festival, novità assoluta e al contempo tappa conclusiva della rassegna invernale di Young Jazz (associazione e omonimo festival che da circa due decadi promuovono la diffusione della cultura musicale jazz, con particolare attenzione alla ricerca e alla sperimentazione). Mutarsi, rinnovarsi. Queste le parole chiave protagoniste per sabato 6 gennaio a Foligno.

Un’iniziativa inedita quindi per celebrare e vivere le imprevedibili sfumature di un linguaggio artistico in costante evoluzione. Tutti i concerti, dalle ore 18, si terranno nelle sale affrescate del secondo piano di palazzo Candiotti, uno degli spazi più suggestivi della città.

Quattro live set ai margini di un linguaggio in trasformazione che arrivano dopo le due tappe con i concerti del trio poliglotta ed emergente dei Deadeye allo Spazio Zut! e del leggendario piano trio australiano The Necks all’Auditorium San Domenico.

Il conto alla rovescia chiude quindi con Moult Festival, data zero e novità assoluta della proposta sonora di Young Jazz. Moult in inglese vuol dire “fare la muta”, cambiare pelle. Coincide con la metamorfosi, trasformazione che consente una fase nuova di crescita. 

Il micro-festival porterà quindi la ricerca a un livello più profondo con quattro progetti distintamente ai margini del jazz, eppure profondamente intrisi dello spirito di avventura e di curiosità che è centrale nella storia di questa musica.

Si potranno ascoltare dalle ore 18.30 in solo il giovane sassofonista fiorentino Cosimo Fiaschi, con un lavoro che esplora gli angoli più misteriosi del sax soprano, le canzoni surreali della bassista sudtirolese Ruth Goller con il suo trio vocale “Skylla” (UK/IT), presentate in collaborazione con Holydays Festival, l’incontro violento fra batteria ed elettronica di Sébastien Brun con il progetto “Ar Ker” (FR) e il mosaico policromatico grondante hip-hop di Y-Otis (DE/SW), per concludere dalle ore 23.30 con festa e jam session a cura dell’associazione perugina Hat & Beard APS, collettivo di musicisti con finalità di promozione e divulgazione culturale sul territorio.

Intorno alle 20.30 anche un “Dinner Break”, quando sarà possibile cenare in loco con opzioni vegane e vegetariane curate da Ricci Paticceria Artigiana. Bar e selezioni musicali durante la serata saranno a cura di Holidays Festival.

Biglietti online: www.youngjazz.it/tickets.

 

Cosimo Fiaschi (IT) – Morphing – 20’ (dalle ore 18.30)

Quante strade può percorrere un suono, cosa può diventare e cosa può costruire: una trasformazione è un percorso imprevedibile. Cosimo Fiaschi è un sassofonista soprano fiorentino e un improvvisatore. Diplomato presso Siena Jazz, studia musicologia al Conservatorio Santa Cecilia di Roma; in solo, porta in scena il concetto semplice e profondo racchiuso nell’atto di prendere forma.

Ruth Goller’s “Skylla” (IT/UK) – 50’ (dalle ore 19.30)

La stratificazione dei suoni e la trasversalità tra generi musicali si fondono in Skylla, unico progetto da bandleader di Ruth Goller, bassista, compositrice e cantante altoatesina con un’intensa e internazionalmente acclamata carriera sviluppatasi in UK. In questo progetto Goller coinvolge le cantanti Alice Grant e Lauren Kinsella, continuando a sviluppare il suo vorace interesse per i linguaggi, intesi nel loro più ampio ventaglio di interpretazioni. Ascoltando Skylla è facile dimenticarsi di dove si è, se immersi in una vasca d’acqua o circondati da pareti di roccia o avvolti in lenzuola di cotone spesso. Si percepisce sempre però la sensazione di essere autorizzati in spazi intimi, dove ha luogo una ricerca introspettiva e in cui è raccontato qualcosa di estremamente personale.

Sébastien Brun “Ar Ker” (FR) – 40’ (dalle ore 21.30)

Il musicista francese Sébastien Brun scopre tutte le sue carte e spalanca tutte le sue porte. Attraverso “Ar Ker”, progetto che sposa l’imprevedibilità della sperimentazione, il rigore tecnico del jazz e la forza tribale della musica etnica, sprofondiamo verticalmente dentro una sempre più sincera rivelazione di sentimenti e intenzioni, accompagnati dalla sensazione di attraversare l’interno di un corpo, che è allo stesso tempo quello di un progetto musicale e quello dell’artista che lo ha creato. Batteria, elettronica e performance fisica, interagiscono con il light design e si uniscono in questo live set magnetico e disarmante in ambienti, prima rarefatti, poi sempre più concreti, regalando momenti di estrema delicatezza e rabbia viscerale.

Y-Otis (SW/DE) – 50’ (dalle ore 22.30)

Il termine “Liquid Jazz” trova una rappresentazione talmente azzeccata in Y-Otis da sembrare fisicamente palpabile. Tra Gothenburg, Berlino e Helsinki, Otis Sandsjö crea un progetto che affonda mani, piedi e strumenti nell’hip hop e nella sperimentazione elettronica, rimanendo però estremamente jazzistico. Y-Otis è un quartetto (Otis Sandsjö, sax tenore, Petter Eldh, basso, Dan Nichols, tastiere, Jamie Peet, batteria) che riesce in un intento contemporaneo arduo: innovarsi senza pretese, e lo fa convincendoci sia un processo easy, dandoci confidenza attraverso suoni caldi e sensuali. Considerato tra i sassofonisti più originali di questo tempo, Sandsjö è capace di farsi ascoltare a ripetizione, sorvolando umori e contesti e confermando Y-Otis uno degli Act più invitanti in circolazione.

 

Arriva quindi a conclusione questo primo cartellone allestito da Dan Kinzelman (sassofonista statunitense da moltissimi anni residente a Foligno), nuovo consulente musicale per la programmazione artistica di Young Jazz, con l’intento di costruire ponti musicali tra futuro e passato, tra innovazione a cui aspirare e radici da non dimenticare, con uno sguardo ancora più acceso alla scena internazionale.

L’iniziativa gode del patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia, del Comune di Foligno e di Umbria Jazz, con il sostegno e la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Partner della rassegna sono anche Spazio ZUT!, Umbria Factory Festival, Holydays Festival, Hat & Beard e T-Trane Record Store.

“Non possiamo che ringraziare tutti i partner che hanno consentito l’avvio di un percorso di rinnovamento che ha coinvolto Young Jazz – afferma la neopresidente dell’associazione Giulia Battisti – che ora proseguirà con altre sfide sempre come importanti occasioni di confronto, di crescita e di scoperta per l’associazione, per il pubblico e per il territorio, ma anche per gli artisti stessi per collegare sempre più Foligno a una rete artistica oltre i confini nazionali”. 

Il merchandising della rassegna, così come la nuova grafica della comunicazione, rispecchia lo spirito del festival e celebra arte e artigianato, rivoluzione e tradizione. All’ingresso dei concerti in programma, come nelle precedenti occasioni, si potranno trovare pezzi unici stampati a mano dall’artista umbra Francesca De Mai, realizzati utilizzando tirabozze tipografico e caratteri mobili. Oltre a t-shirt e shopper già pronte, sarà possibile far stampare dal vivo, prima e dopo il concerto, capi usati portati dal pubblico.

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