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Allo “Scarpellini” docenti e tutor in campo contro l’abbandono scolastico

Pubblicato il 25 Gennaio 2024 18:03

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Prevenire il fenomeno dell’abbandono scolastico, aiutando quegli studenti che decidono di interrompere prematuramente gli studi. È l’obiettivo con cui dallo scorso mese di maggio l’Istituto tecnico economico e aeronautico “Scarpellini” di Foligno ha avviato il progetto “Togheter for success”, accogliendo la sollecitazione del Ministero dell’istruzione per fronteggiare un fenomeno sempre più allarmante come quello della dispersione scolastica.

Per questo motivo all’interno dell’istituto di via Ciro Menotti è stato costituito un apposito team, formato da cinque docenti, con il compito di individuare tempestivamente le difficoltà di apprendimento o di relazione dei ragazzi, monitorandone l’assenteismo e offrendo loro un ricco ventaglio di attività extracurricolari. A queste si aggiunge, poi, un servizio mirato di sostegno psicologico, anche attraverso l’attivazione di uno sportello di ascolto e consulenza pedagogica. Avviate, inoltre, azioni di tutoraggio per l’orientamento che hanno coinvolto 35 studenti ai quali sono state erogate 186 ore di formazione per aiutarli a scegliere gli studi da seguire e la professione da intraprendere. Per ottimizzare le possibilità di successo degli studenti, la scuola diretta da Federica Ferretti ha poi attivato percorsi per il rafforzamento delle competenze di base, ovvero piani di apprendimento individuali con un rapporto docenti/alunni di uno a uno. Tra le azioni previste anche il coinvolgimento diretto dei genitori e degli operatori del terzo settore, con cui la scuola ha aperto un dialogo educativo volto a prevenire l’insuccesso scolastico.

Ai ragazzi a rischio abbandono viene inoltre offerta la possibilità di partecipare a laboratori linguistici di inglese, francese e spagnolo, oltre ad uno specifico laboratorio teatrale in lingua spagnola con incontri pomeridiani durante il periodo invernale e mattutini in estate. Pionieristica infine l’iniziativa del life coaching, un metodo basato sull’apprendimento attivo grazie alla presenza di un formatore che ha il compito di far emergere le potenzialità inespresse dei ragazzi. Valorizzazione e rimotivazione i cardini attorno ai quali si muove il progetto di contrasto al fenomeno, misurabile anche in termini di ripetenze, ritardi e rallentamento del formale percorso di studio, considerati peraltro fattori predittivi, dell’abbandono degli studi.

“L’obiettivo – spiega la dirigente scolastica Federica Ferretti – è garantire a tutti la maturazione delle competenze fondamentali per terminare l’istruzione di base e affrontare con consapevolezza il mondo del lavoro. Un’istruzione di qualità – ha infatti aggiunto – è la risorsa primaria per assicurare a ognuno e a tutti lo sviluppo integrale della propria persona. L’unico vero capitale su cui vale la pena investire – ha quindi concluso Ferretti – è quello umano”. Il progetto terminerà il 31 dicembre prossimo. 

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