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Ottant’anni dalla strage di Sant’Anna di Stazzema: presente anche Foligno

Lunedì 12 agosto la commemorazione dell’eccidio che portò alla morte di 560 persone, tra i quali la moglie e i figli dell’ufficiale di marina Antonio Tucci. A rappresentare il Comune il consigliere De Felicis

Pubblicato il 12 Agosto 2024 18:38

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Guidata dal consigliere Marco De Felicis, con la presenza di due agenti della polizia locale, una delegazione del Comune di Foligno ha partecipato lunedì 12 agosto alle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema.

Era il 12 agosto del 1944, infatti, quando i soldati nazisti, con l’aiuto dei fascisti, raggiunsero il piccolo paese della provincia di Lucca, dove si consumò una delle peggiori stragi compiute in Italia. Un vero e proprio eccidio che portò alla morte di 560 persone, tra cui anche donne, anziani e oltre un centinaio di bambini.

A perdere la vita in quella che oggi viene considerata tra le pagine più buie della storia del Bel Paese anche la famiglia dell’ufficiale di marina Antonio Tucci. Originario di Foligno, Antonio Tucci era di stanza a Livorno. E proprio nel piccolo paesino di Sant’Anna di Stazzema decise di far trasferire la moglie e i loro otto figli, convinto che si trattasse di un luogo sicuro. Certezza che venne meno quando, proprio il 12 agosto di 80 anni fa, l’intera famiglia morì per mano delle SS. A perdere la vita furono, infatti, la moglie Bianca Prezioso di 39 anni e i loro figli, dalla più grande Anna Maria di 16 anni alla più piccola, Maria, di soli 3 mesi.

Una strage che, anno dopo anno, viene commemorata “affinché – come sottolinea un’epigrafe affissa proprio in questi giorni a Foligno – il ricordo sia monito per questo presente. Sperando che – si legge nel manifesto a firma di Eros e Anna Maria Tucci – la pace ritorni nello spirito dell’uomo e che questa crei un futuro migliori per i nostri figli e nipoti”.

Ad accompagnare la cerimonia, a cui ha fatto da sfondo lunedì il piccolo paesino di Sant’Anna di Stazzema, anche la deposizione di una corona d’alloro al monumento ossario che raccoglie i resti dei civili uccisi in quel terribile giorno d’estate del 1944.

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