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La cattedrale di San Feliciano a un passo dalla riapertura 

Sabato mattina il grande portone della chiesa simbolo di Foligno si è spalancato per accogliere istituzioni civili e militari e fare il punto sugli interventi portati avanti negli ultimi otto anni. Monsignor Sorrentino: “Ho voluto con insistenza questo momento”

Pubblicato il 21 Settembre 2024 14:30 - Modificato il 22 Settembre 2024 08:57

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Una riapertura simbolica in vista di quella definitiva in programma per il 19 gennaio prossimo, a pochi giorni dalla solennità di San Feliciano. Sabato 21 settembre, il grande portone della cattedrale è tornato a spalancarsi per qualche ora, per ospitare l’incontro fortemente voluto da monsignor Domenico Sorrentino, durante il quale il vescovo delle Diocesi sorelle di Foligno e Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, affiancato dai tecnici, ha illustrato alle istituzioni civili e militari e alle rappresentanze delle parrocchie e delle associazioni legate alla Curia, quanto è stato fatto in questi otto lunghi anni di chiusura della chiesa simbolo della città, a seguito del sisma del 2016.

“Questo è il luogo – ha detto monsignor Sorrentino – in cui la chiesa particolare di Foligno converge tutta. È il centro propulsore della vita pastorale. Ho voluto con insistenza e ‘prepotenza’ questa riapertura sia perché un nuovo anno pastorale sta iniziando, ma anche in vista del Giubileo universale del 2025 e degli 800 anni dalla morte di San Francesco nel 2026. Contemporaneamente – ha proseguito – riapriamo anche il Museo capitolare diocesano, dopo una breve pausa, che metteremo ora in connessione con Assisi perché tra le nostre ricchezze deve esserci una grande unità”.

La conferenza nella cattedrale di San Feliciano (foto Alessio Vissani)

Coordinato dal vicario generale della Diocesi, monsignor Giovanni Nizzi, affiancato da don Giovanni Zampa, vicario episcopale per la pastorale, l’incontro ha visto intervenire anche monsignor Giuseppe Bertini, canonico e priore del Capitolo della cattedrale, che ha ripercorso la storia della chiesa dedicata a San Feliciano, dalla sua costruzione ai difficili momenti vissuti con il terremoto del 1997 prima e con quello del 2016 successivamente. “È un luogo speciale per me” ha dichiarato, per poi aggiungere: “Questa singolare storia d’amore, in cui nel tempo si sono succeduti tanti protagonisti, vede la cattedrale e Foligno in costante evoluzione. Un’evoluzione che proseguirà anche con le future generazioni”.

La conferenza nella cattedrale di San Feliciano (foto Alessio Vissani)

In collegamento da Ascoli anche il commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, che ha parlato di un “momento di assoluta importanza” per poi soffermarsi sulla “doverosa integrazione finanziaria” da 120mila euro stanziata poche settimane fa, “che oggi – ha sottolineato – ci permette di vivere questo momento”. Ad intervenire anche il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, e la presidente della Regione, Donatella Tesei. “Questo momento mi emoziona come sindaco e come cittadino – ha detto -. Il simbolo di questa giornata è il portone aperto che abbiamo davanti a noi, chiuso per otto anni e che oggi testimonia l’accoglienza di questa chiesa e di questa città”. “Sono molto legata a questa cattedrale – gli ha fatto eco la governatrice – perché ho frequentato la vita di questa comunità e ho condiviso tanti momenti di festa e solennità a Foligno, a cominciare da San Feliciano. Questo – ha sottolineato – è stato anche il motivo che mi ha subito fatta intervenire quando il vescovo ci ha chiesto le risorse mancanti per compiere l’ultimo miglio. Ci siamo adoperati e il 9 settembre scorso è stata deliberata l’aggiunta di risorse per la conclusione del cantiere. Siamo felici di aver ottenuto questi fondi”.

La conferenza nella cattedrale di San Feliciano (foto Alessio Vissani)

Ad entrare nel dettaglio degli interventi realizzati sono stati l’architetto Andrea Tucci, responsabile del progetto architettonico, e l’ingegnere Massimo Meschini, responsabile del progetto strutturale. “I tempi si sono allungati per un intreccio di circostanze che hanno riguardato i finanziamenti e l’operatività – ha dichiarato Tucci -, ma ormai manca poco alla conclusione: per Natale avremo finito. È stata un’avventura e la Diocesi ha avuto tanta pazienza. Il nostro compito, ora, sarà quello di assicurare gli ultimi interventi e l’ultimo miglio per noi sarà togliere la gru che si trova in piazza della Repubblica per ridare completa vita a questo spazio urbano”. Cronoprogramma alla mano, si parla – anche in questo caso – di gennaio 2025. “La difficoltà principale – ha spiegato l’ingegnere Meschini – è stata riuscire a integrare tra loro quattro diversi canali di finanziamento e i lavori da realizzare, tenendo conto di tempi, rendicontazioni e imprese diverse. È stato uno sforzo enorme e ne va dato atto a tutte le realtà che sono intervenute, a vario titolo, nel corso del tempo”. Riaperta la cattedrale, però, qualcosa ancora ci sarà da fare. Il riferimento è al campanile e alla cappella Jacobilli: il progetto è in corso e i lavori dovrebbero concludersi nel 2026. Ma, come sottolineato da Meschini, si tratta di interventi che non incideranno sulla normale ripresa delle attività della cattedrale in agenda a partire dal 19 gennaio prossimo.

Intanto domani (domenica 22 settembre), alle 17, la cattedrale verrà momentaneamente riaperta per ospitare un momento liturgico, seguito da una breve processione fino alla pro-cattedrale della Madonna del Pianto dove monsignor Sorrentino presiederà la celebrazione eucaristica e consegnerà alla comunità gli orientamenti pastorale del nuovo anno. 

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