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Turismo, polemiche a Trevi: “L’Umbria cresce, noi perdiamo oltre 5.646 presenze”

A mettere in evidenza i numeri è il circolo cittadino del Partito democratico, che condanna le scelte di non organizzare più eventi come Pic&Nic, Festivol e Trevi Benessere

Pubblicato il 21 Febbraio 2025 16:42 - Modificato il 22 Febbraio 2025 13:19

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“Mentre l’Umbria cresce, Trevi arretra e perde oltre 5.646 presenze in un anno”. Ad accendere i riflettori sulla situazione turistica della città dell’olio è il locale circolo del Partito democratico, che analizza i numeri arrivati dalla Regione in merito ai flussi turistici del 2024. “Rispetto al 2023 gli arrivi in Umbria sono stati del +4,8% e a Trevi -4,1%, mentre le presenze +6,4% in Umbria e -11,2% a Trevi, che passa da 50.309 a 44.663”. È così che il partito democratico esprime “preoccupazione e amarezza”. “Non servivano i numeri ufficiali diffusi dalla Regione Umbria per capire che stavano andando male – commentano dal Pd trevano -. Bastava avere gli occhi aperti per vedere le piazze vuote nelle sere d’estate e le orecchie attente per ascoltare il malessere di cittadini e operatori turistici”. “La miope scelta con cui sono stati inspiegabilmente buttati alle ortiche anni di investimenti in marketing territoriale con l’affossamento di eventi di successo come Pic&Nic, Festivol, Trevi Benessere – scrivono dal Pd – l’abbandono delle attività di promozione della fascia olivata Assisi-Spoleto, la gestione approssimativa della comunicazione degli appuntamenti culturali della città, mai tempestiva, con pochissimi giorni di anticipo rispetto alla data programmata…i
l turismo è una risorsa importante per l’economia della nostra città – proseguono – ma richiede competenza, visione e investimenti di lungo periodo; questo drastico calo di presenze turistiche ci rammarica e preoccupa molto e dovrebbe interrogare anche la giunta comunale. Le svariate iniziative organizzate nel corso dell’anno, nonostante il prezioso apporto di tante associazioni del territorio, non sono state evidentemente sufficienti né adeguate ad intercettare i flussi turistici, forse perchè poco pubblicizzate e senza un preciso target di riferimento”.

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