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Ultranovantenne sventa la truffa del finto avvocato: 36enne in manette

Un finto avvocato aveva contattato la donna per dirle che il figlio aveva causato un grave incidente e chiedendole un’ingente somma di denaro. Insospettita, la signora ha chiesto aiuto agli agenti del commissariato di Foligno

Pubblicato il 24 Febbraio 2025 14:19 - Modificato il 25 Febbraio 2025 14:22

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Avvertito il sospetto di poter essere vittima di un raggiro, non ci ha pensato due volte e ha chiesto aiuto alla polizia. La donna, una folignate ultranovantenne, infatti, non si è fatta intimidire dalla telefonata con cui un finto avvocato le comunicava che il figlio aveva causato un grave incidente stradale e subito ha allertato gli agenti del commissariato diretto dal vice questore Adriano Felici, permettendo così ai poliziotti di arrestare in flagranza di reato un 36enne.

L’episodio nel pomeriggio di domenica 23 febbraio, quando – come detto – la donna ha ricevuto la telefonata di una persona che le si era presentata come un avvocato. Alla signora, il finto legale, aveva raccontato che il figlio aveva investito un ciclista. Un incidente stradale che aveva apostrofato come grave, aggiungendo che per evitare che l’uomo potesse finire in carcere era necessario il pagamento, in contanti, di una grossa somma di denaro.

Poi, la comunicazione che di lì a poco sarebbe stata contattata da un maresciallo dell’Arma, che le avrebbe dato ulteriori indicazioni sul da farsi. Telefonata che non ha tardato ad arrivare. Pochi minuti dopo la prima chiamata, infatti, il telefono è tornato a squillare e, come anticipato, dall’altro lato della cornetta un’altra voce maschile che si identificava, appunto, come carabiniere. Dopo aver confermato la gravità della situazione, il finto maresciallo ha detto alla donna che di lì a poco un uomo di fiducia si sarebbe recato a casa sua per ritirare il denaro necessario affinché il figlio non finisse in carcere.

Qui la sorpresa. La donna, intuito che si potesse trattare di una truffa, prima della telefonata del sedicente maresciallo si era già messa in contatto con la Polizia di Stato. L’ultranovantenne aveva inoltre già parlato anche con il figlio, per sincerarsi che fosse tutto sotto controllo. Rapidissimo l’intervento degli agenti all’interno dell’abitazione della donna, in attesa dell’arrivo del truffatore. È stato proprio quest’ultimo ad essere stato raggirato dalla signora che, al telefono con il finto carabiniere, aveva fatto finta di essere effettivamente caduta nel tranello, simulando inoltre di contare i soldi a sua disposizione.

All’arrivo del malvivente l’anziana ha aperto la porta di casa, indicando il corridoio. Svoltando l’angolo, ad aspettarlo c’erano però due agenti del commissariato di via Garibaldi, che hanno fermato l’uomo.

Per lui l’accusa è di tentata truffa pluriaggravata. Su disposizione del pm di turno, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza del commissariato di Foligno. Giudicato per direttissima, l’arresto è stato convalidato e per lui, come misura cautelare, è stato applicato il divieto di dimora in tutta l’Umbria.

Quello della truffa del finto avvocato è un fenomeno criminale molto comune in tutta Italia e la collaborazione tra i potenziali truffati e le forze dell’ordine risulta fondamentale. Non tutti riescono ad avere il sangue freddo per accorgersi di cosa sta per accadere e avvertire la polizia. Ma, quando ciò avviene, il caso di Foligno testimonia come la sinergia possa portare a ottimi risultati: oltre alla lucidità della donna, in questo caso la rapidità d’intervento dei poliziotti è stata determinante.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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