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Aereo dirottato da Perugia a Roma, Ciancabilla (Fit Cisl): “Il personale Sase non c’entra”

All’indomani della notizia della disavventura vissuta da due folignati di ritorno da Lampedusa che ha scatenato l’ironia del popolo del web, intervento del sindacato dei lavoratori per fare chiarezza su alcuni aspetti

Pubblicato il 4 Settembre 2025 16:44 - Modificato il 5 Settembre 2025 13:11

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“Quanto accaduto negli scorsi giorni durante il volo Lampedusa-Perugia non è responsabilità del personale della Sase spa”. A parlare è Fabio Ciancabilla, segretario della Fit Cisl Umbria, che replica così a quanti, all’indomani della notizia sulla disavventura vissuta da due folignati ultrasettantenni con problemi di deambulazione, si sono lasciati andare a ironici commenti social sull’operatività del personale di terra del “San Francesco d’Assisi”. “I dipendenti della Sase, che si occupano dei servizi di terra, come la vigilanza, la sicurezza, la gestione della rampa e dei bagagli – spiega a questo proposito Ciancabilla – erano regolarmente a lavoro, in attesa che il volo proveniente da Lampedusa atterrasse”. Per il segretario Fit Cisl, dunque, non gli si può attribuire nessuna responsabilità, così come al personale impiegato nella torre di controllo. “Per motivi di sicurezza, legati al notevole ritardo accumulato dal volo proveniente da Lampedusa – ha proseguito il sindacalista -, la direzione centrale Enav (società che si occupa della gestione del traffico aereo, ndr) ha deciso di far atterrare l’aereo a Fiumicino anziché a Perugia”. Secondo quanto spiegato da Ciancabilla, infatti, “l’orario di arrivo indicato inizialmente era fissato all’una di notte, ma essendo un turboelica, quindi più lento, è andato ben oltre quanto stabilito. A quel punto – ha concluso – l’Enav non ha dato l’autorizzazione, per oggettivi motivi di sicurezza, ad atterrare a Perugia, ma ha cambiato destinazione, disponendone l’atterraggio a Fiumicino”.  

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