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“Living Voices”, lo spettacolo dedicato alle donne della Resistenza andato in scena allo Spazio Astra

Un connubio perfetto tra musica e racconti orali per non dimenticare un importante parte della nostra storia. A idearlo la folignate, newyorkese d’adozione, Laura Montanari: “Il suono della voce umana veicola informazioni con un impatto duraturo sulla curiosità”

Pubblicato il 10 Gennaio 2026 10:39 - Modificato il 10 Gennaio 2026 10:40

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Le donne, la resistenza, la musica. Questo il riassunto perfetto di “Living Voices” l’evento andato in scena lo scorso 4 gennaio sul palco dello Spazio Astra. Un’iniziativa nel corso della quale la folignate Laura Montanari, newyorkese d’adozione ormai dal 2009, insegnante di storia della musica, didattica della musica e songwriting, ha voluto donare alla città della Quintana un momento di riflessione e di performance dedicato a un tema particolare come quello delle “Donne della Resistenza”.

Sì perché la stessa Laura, nel suo percorso di studi, ha realizzato una tesi di laurea raccogliendo storie orali delle donne della Resistenza italiana dall’archivio del Circolo Gianni Bosio e le ha trasformate in brani, racconti musicali in forma di “canzoni d’archivio” con finalità pedagogiche.

“In ambito accademico c’è molta curiosità per il contributo storico e culturale di figure minori volutamente oscurate dalla storiografia – racconta Laura Montanari – pertanto, questa tesi è stata accolta con molto entusiasmo, a partire dal mio relatore Patrick Schimdt, brasiliano di origine veneta. Quest’anno l’associazione americana di storia orale ha riconosciuto la mia tesi con il premio per il miglior progetto multimediale di diffusione della storia orale e la prima performance della tesi si è tenuta presso la Montclair State University, in collaborazione con il Coccia Institute”.

Laura Montanari ha poi spiegato come nonostante sia fuori città da molto tempo il suo legame con Foligno è stato “sempre particolarmente forte. Quindi, per vivacizzare il centro storico e sostenere un’attività gestita da due giovani ragazze, ho deciso di portare sul palco dello Spazio Astra la performance della mia tesi con la collaborazione straordinaria di Primiano di Biase (piano e fisarmonica) e Paolo Giovenchi (chitarra e basso), già musicisti di Francesco De Gregori e Chiara Cortez come voce”.

La Resistenza attraverso le storie di donne e le voci protagoniste, sono state il fulcro emozionale dell’intero incontro. “Ad ogni performance cerco di individuare quante persone si ricordano delle donne che hanno combattuto durante la Resistenza – continua Laura Montanari – e le mani alzate sono sempre pochissime. Ecco perché ho deciso di ampliare le possibilità di una tesi di laurea trasformandola in una vera e propria performance musicale che possa smuovere gli animi nel profondo grazie alla musica. Una musica – aggiunge – correlata da voci di donne che hanno vissuto quel passato che, considerato l’attualità, non è più tanto lontano”.

La decisione di Laura Montanari di studiare questo aspetto della Resistenza viene direttamente dai suoi giovani alunni americani: “Mentre lavoravo – spiega –, ho intrapreso un percorso di dottorato presso la Columbia University, sempre in didattica della musica. Proprio la mia esperienza di insegnamento ha ispirato le modalità con cui ho avviato la mia tesi. In quel periodo gli studenti di terza media stavano studiando la Seconda guerra mondiale e la loro insegnante di storia condivise i racconti dei suoi nonni ungheresi. Chiesi quindi – prosegue – di poter raccontare i ricordi di mia nonna, maestra elementare a Nocera Umbra e Foligno, tramite un’intervista orale, ricordi della Resistenza italiana che ho ascoltato centinaia di volte”.

“Fui colpita dal fatto che una classe di terza media – racconta sempre Laura Montanari – rimase in totale silenzio, pur non capendo una parola d’italiano. Li presi anche in giro a riguardo, visto che a quell’età tendono a interrompere le lezioni e a non prestare mai attenzione e loro mi risposero: ‘Ma prof! Questa è una storia vera!’. Mi resi conto – sottolinea – che il suono di una voce umana, più di un libro scritto, può veicolare informazioni emotive che hanno un impatto duraturo sulla curiosità e sull’apprendimento dei nostri studenti. In quel momento – conclude – decisi di dover raccogliere storie orali delle donne della Resistenza italiana”.

Alessio Vissani
Alessio Vissani
Giornalista pubblicista e fotografo

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