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Monsignor Accrocca: “Chiamati a seminare idee e partecipazione” – Intervista esclusiva

In vista dell’ingresso ufficiale in città in calendario per il pomeriggio del 28 marzo, il vescovo è intervenuto sulle colonne della Gazzetta di Foligno. Dall’amore per il Francescanesimo all’attenzione per le aree interne: chi è il pastore scelto dal Papa

Pubblicato il 15 Gennaio 2026 14:47

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La nomina è arrivata sabato 10 gennaio, in una data particolarmente significativa, a margine cioè dell’apertura dell’ottavo centenario del Transito di San Francesco. Davanti alla Porziuncola, alla presenza delle autorità civili e militari e dei collaboratori delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino ha annunciato il nome del suo successore. Per guidare le due Diocesi sorelle dell’Umbria, dal 2021 unite in persona episcopi, Papa Leone XIV ha scelto monsignor Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento dal 2016. Sessantasei anni, originario di Cori, in provincia di Latina, il presule è uno studioso appassionato di Francescanesimo, autore di libri, saggi e articoli, e un pastore molto attento alle questioni sociali e del territorio, con parti- colare riferimento alle aree interne del nostro Paese. L’ingresso a Foligno è previsto nel pomeriggio del 28 marzo quando nella cattedrale celebrerà i primi vespri della domenica delle Palme. In attesa del suo arrivo lo abbiamo intervistato per presentarlo alle comunità con cui condividerà il suo nuovo cammino episcopale. 

Eccellenza, dopo dieci anni di episcopato si prepara a lasciare l’Arcidiocesi di Benevento, la prima che ha guidato dalla sua nomina a vescovo. Quali sentimenti affollano in questi giorni la sua mente e il suo cuore? 

Sentimenti contrastanti, indubbiamente, con tutti i timori e le paure che ogni cambiamento porta con sé. Ho amato questa Chiesa, questa terra, la sua gente… Inutile dire che il distacco non è facile, anche se non voglio indugiare su ciò, perché si cadrebbe facilmente nella retorica e tutto voglio fuorché questo. Verrò in una terra che amo da tempo, per motivi che si possono facilmente intuire: questo, ovviamente, facilita molte cose”

Il Papa l’ha scelta per guidare le Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, dal 2021 unite in persona episcopi. Di fatto, dovrà occuparsi di due diocesi, con due vissuti diversi, chiamate però, come ha sempre sottolineato il suo predecessore, a camminare insieme. L’attende una sfida importante…

“Indubbiamente. D’altronde, quella di camminare insieme è una sfida sempre attuale, per tutti: per ogni Chiesa locale, per ogni parrocchia… Non ritengo peraltro una casualità il fatto che la mia prima lettera pastorale all’arcidiocesi, dell’autunno 2016, portava proprio questo titolo: Camminare insieme. In essa scrivevo, tra l’altro: ‘Fare rete, fare gioco di squadra: se riuscissimo nell’intento, tutti ne trarremo vantaggio, in caso contrario tutti saremo destinati a perdere. È una sfida, questa, che la comunità ecclesiale deve vincere anzitutto al suo interno e la cosa non è per nulla scontata!’”

Quale sarà la prima cosa che farà quando prenderà possesso della cattedra di vescovo?

“Cercherò, anzitutto, di conoscere la realtà, le persone che stanno dietro tante sigle, tanti uffici, che vivono nelle diverse realtà parrocchiali e aggregative; quindi, conoscenza delle potenzialità e dei problemi delle due Chiese che mi sono state affidate. Poi si vedrà… Un passo dopo l’altro: camminando s’apre cammino”.

L’intervista completa sulla Gazzetta di Foligno in edicola da giovedì 15 gennaio.

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