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Metanodotto Snam, Avs chiede chiarimenti sulla costruzione dell’opera alla Regione

La vicenda è pronta a finire sui banchi dell’assemblea legislativa convocata per giovedì 5 febbraio. Diverse le perplessità espresse nell’interrogazione a firma di Fabrizio Ricci sull’impatto che avrà sul territorio in termini ambientali e paesaggistici

Pubblicato il 4 Febbraio 2026 18:13 - Modificato il 5 Febbraio 2026 09:56

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Il metanodotto “Linea Adriatica” torna a far discutere e, stavolta, il tema finisce sul tavolo della Regione. Oggetto della questione l’inizio dei lavori di costruzione delle linee Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino, che attraversano il territorio umbro e, in particolare, aree in prossimità o in coincidenza di zone ad alto rischio sismico e idrogeologico, oltre che sensibili da un punto di vista paesaggistico, come parchi regionali e i siti della rete Natura 2000. 

A riportare tali problematiche all’attenzione della giunta Proietti è il consigliere Fabrizio Ricci (Alleanza Verdi/Sinistra) che, alla luce dei rischi per il territorio regionale e della preoccupazione manifestata dai cittadini delle zone interessate, giovedì 5 febbraio, nel corso della seduta dell’assemblea legislativa, presenterà un’interrogazione.

I tratti Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino e relativi lavori attraverseranno rispettivamente i comuni umbri di Norcia, Preci, Cascia, Sellano, Foligno e Città di Castello, Nocera Umbra, Pietralunga, Gubbio e, infine, Gualdo Tadino, coprendo, di fatto, un’area molto ampia della regione. 

Obiettivo di Ricci, capire quale sia l’intenzione dell’Ente di Palazzo Donini “rispetto ad un’opera con rilevanti criticità evidenziate – si legge nell’atto -, i cui benefici concreti per il territorio umbro sono dubbi, mentre probabili sono le ricadute in termini ambientali e paesaggistici”, ma soprattutto quali “margini di intervento sussistano a tutela del territorio regionale”.

Secondo il consigliere di Avs, infatti, “due dei cinque tratti nei quali l’opera è suddivisa – segnatamente quello Sulmona-Foligno e quello Foligno-Sestino – attraversano integralmente il territorio regionale umbro, coinvolgendo zone ad elevato rischio sismico e idrogeologico”, ma non solo. “Il tracciato – spiega Ricci nel documento – attraversa aree ad alta pericolosità sismica e vulnerabilità idrogeologica, ricadenti in zone protette e paesaggisticamente sensibili, con attraversamento di siti della rete Natura 2000 e parchi regionali”. 

Nel tratto umbro risulterebbero potenzialmente interessati diversi siti della rete Natura 2000, tra cui alcuni “di Importanza Comunitaria (Sic) e Zone Speciali di Conservazione (Zsc) IT5210024 ‘Fiume Topino tra Bagnara e Nocera Umbra’, IT5210013 ‘Boschi del Bacino di Gubbio’ e IT5210004 ‘Boschi di Pietralunga’, oltre a ulteriori contesti di elevato pregio naturalistico e forestale, sottoposte a specifiche misure di tutela”. A questi si aggiungono anche “aree ad alta pericolosità sismica (Zone 1 e 2) e vulnerabilità idrogeologica, ricadenti in zone protette e paesaggisticamente sensibili”.

Secondo l’esponente di Avs l’attraversamento di queste aree creerebbe il rischio concreto di frammentazione degli habitat, alterazione degli ecosistemi, perdita di biodiversità, compromissione della continuità ecologica e aumento dell’erosione e dell’instabilità geomorfologica. Problematiche che si intersecherebbero con varie leggi e obblighi che implicano il rispetto di habitat naturali ed ecosistemi, oltre che delle aree a rischio sismico.

I rischi per il consigliere, non varrebbero la pena rispetto ai benefici. “L’incremento della capacità di trasporto (10 miliardi m3/anno) – si legge nel documento – appare sproporzionato rispetto ai fabbisogni interni, con prevalente destinazione all’export verso Nord Europa e benefici marginali per la Regione Umbria”.

Secondo quanto riportato nel documento, inoltre, “la Regione Abruzzo – anch’essa fortemente interessata dal passaggio del metanodotto – attraverso una risoluzione unanime approvata nel giugno 2025 dalla commissione competente, ha chiesto al Governo una moratoria nazionale, la revisione della valutazione di impatto ambientale e un’analisi costi-benefici indipendente”.

Tutte motivazioni, queste, che hanno spinto Fabrizio Ricci a portare sui tavoli del consiglio regionale la questione, chiedendo alla giunta regionale chiarimenti sulle sue intenzioni rispetto alla realizzazione del progetto della “Linea Adriatica” e, in particolare, dei due tratti Sulmona-Foligno e Foligno-Sestino.

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