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A Foligno 230 famiglie aspettano una casa: la questione finisce in Regione

Sui banchi dell’assemblea legislativa l’interrogazione del “dem” Stefano Lisci sulla situazione dell’edilizia residenziale in città. Tra le questioni poste tempi e modalità di intervento ma anche l’ammontare delle risorse che saranno destinate

Pubblicato il 2 Febbraio 2026 16:28 - Modificato il 3 Febbraio 2026 16:56

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Duecentotrenta famiglie in attesa di un alloggio, 175 case vuote e una morosità che raggiunge il 63% in alcune aree della città. La situazione dell’edilizia residenziale pubblica di Foligno è pronta a finire anche sul tavolo del consiglio regionale in programma per giovedì 5 febbraio. A portarcela sarà il consigliere regionale Stefano Lisci (Partito democratico) che, attraverso un’interrogazione, utilizzerà i dati che il Comune di Foligno e Ater Umbria hanno presentato nelle scorse settimane per chiedere chiarimenti in merito alla situazione attuale e al piano industriale 2026-2030 dell’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale. Questioni su cui sarà chiamato a rispondere l’assessore regionale alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli.

I numeri – senz’altro poco rassicuranti –  erano stati illustrati a Foligno durante l’ultima riunione della commissione controllo o garanzia, coordinata da Mari Bravi, lo scorso 8 gennaio e approfonditi nel numero 2 della Gazzetta di Foligno del 22 gennaio 2025 scorso. A farsi largo, tra tutti, nel testo dell’interrogazione presentata da Lisci sono i 230 nuclei familiari in attesa di un alloggio, rispetto a cui l’Ente comunale considera assegnabili solo cinque abitazioni. Di queste, tre sono entrate in fase di assegnazione con le domande che scadranno il 26 febbraio.

Alla mancanza di alloggi disponibili si aggiungono le 135 abitazioni da ripristinare e il peso della morosità, che come ribadito da Lisci si “attesta in media al 38 per cento, con un picco del 63 per cento nelle frazioni montane di Annifo-Colfiorito”. Nel dettaglio, sono 175 – su un totale di 825 – le strutture gestite da Ater che sono vuote a causa di necessarie riqualificazioni, occupazioni abusive e ripristini in corso.

Foligno, però, può anche sorridere. Grazie al piano industriale sono otto gli alloggi che stanno venendo riqualificati internamente, mentre i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno garantito la ristrutturazione esterna di quattro palazzine, per un investimento di 3 milioni di euro.  

Al netto di ciò, tra la partenza effettiva del piano industriale (che attende ancora la firma della Regione per essere approvato, ndr) e la crisi tangibile della città, il prossimo giovedì 5 febbraio Lisci chiederà a Barcaioli “quali sono i tempi, le modalità di intervento e le risorse specificamente destinate al Comune di Foligno all’interno degli investimenti del piano industriale Ater 2026-2030” e “se siano già avviate interlocuzioni con il Comune di Foligno per fare un quadro della situazione, affrontare criticità e pianificare tutte le misure di intervento previste e necessario anche a medio e lungo termine”. 

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