“Nella reazione dell’ingegner Castellani non c’era alcuna finalità letale e non è stata un’aggressione brutale”. A parlare a Rgunotizie è il legale di Francesco Maria Castellani, l’avvocato Giorgio Tamburrini, intervenuto sul caso dopo la chiusura delle indagini preliminari e la contestazione da parte della Procura della Repubblica di Spoleto del reato di tentato omicidio con l’aggravante dei futili motivi.
I fatti, lo ricordiamo, risalgono al 9 dicembre scorso quando l’allora dirigente comunale aveva colpito all’addome con un coltello un 39enne per questioni legate alla gestione dei cani.
Intervenendo sui recenti sviluppi giudiziari, il legale romano ha spiegato che “il Tribunale di Perugia ha riformato l’ordinanza del Gip dell’11 dicembre, concedendo – ha detto Tamburrini – al mio assistito l’obbligo di dimora nel comune di Porto San Giorgio”. Decisione che ha alleggerito, di fatto, la misura precedentemente adottata.
Durante l’udienza dell’11 dicembre scorso il Gip, infatti, aveva respinto la tesi della legittima difesa proposta da Castellani e dal suo legale, confermando gli arresti domiciliari nella sua abitazione e disponendo nei suoi confronti anche l’applicazione del braccialetto elettronico.
Ora, dopo l’avviso di contestazione del reato di tentato omicidio firmato dal sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno, si attende il rinvio a giudizio.
Rinvio che l’avvocato della vittima, Alessio Fiacco, ha già detto di “attendere con fiducia, pronti a costituirci parte civile e a richiedere un risarcimento adeguato”.
È proprio rispetto alle dichiarazioni avanzate da Fiacco, che aveva definito quanto accaduto lo scorso mese di dicembre “un’aggressione mirata e brutale, con una chiara finalità letale”, che l’avvocato Tamburrini ha replicato.
“Premetto che i processi si fanno in tribunale e non sui giornali – ha commentato il legale romano –, ma è importante ribadire che nella reazione dell’ingegner Castellani non c’era alcuna finalità letale né una brutale aggressione”.
“Temeva solo di essere aggredito, – ha proseguito – anche considerando il passato del 39enne e, soprattutto, la grave condizione di fragilità che caratterizza la sua colonna vertebrale a causa di un incidente di cui è stato vittima nel 2019. Una persona per bene – ha concluso – non diventa un criminale in un solo secondo”.


















