“Non c’è stata nessuna mobilità d’ufficio, ma rientra tutto in ciò che è possibile all’interno della riorganizzazione generale dell’Ente, come previsto dal regolamento comunale”. Ha risposto così in consiglio il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, all’interrogazione presentata dal Partito Democratico sulla riorganizzazione del Comune.
I “dem”, nel dettaglio, chiedevano quali fossero “le criticità specifiche o le inefficienze riscontrate dall’amministrazione, tali da rendere necessaria tale riorganizzazione. Se la rotazione dei dirigenti fosse stata motivata da esigenze organizzative concrete e quali fossero i criteri utilizzati per tali scelte e, soprattutto, se i dipendenti siano stati coinvolti in questo processo”.
Domande, queste, che hanno fatto chiaramente riferimento all’approvazione all’unanimità, da parte della giunta Zuccarini, della delibera con cui, il 23 febbraio scorso, è stata delineata la nuova organizzazione degli uffici comunali. Provvedimento entrato in vigore il 1° marzo scorso, con il quale, tra le altre cose, si è proceduto a una rimodulazione della macrostruttura dell’Ente attraverso una diversa collocazione dei servizi, mantenendo però le sette macroaree che, in alcuni casi, hanno cambiato la propria denominazione.
Il sindaco ha replicato alla sollecitazione del Partito democratico, sostenendo che “non c’è dubbio che quella della riorganizzazione dell’Ente sia una prerogativa della giunta. Questo è stato un processo lungo e improntato all’efficientamento della struttura, con l’obiettivo di poter governare meglio. La partecipazione c’è stata ed è stata ampia come da procedura di legge e la riorganizzazione si è conclusa con l’assegnazione di dirigenti di varie aree”.
“Non c’è stato – ha quindi concluso – nessuno spostamento di personale, se non quello conseguente allo spostamento della competenza di alcune aree da un servizio ad un altro. Non c’è stata nessuna mobilità d’ufficio, ma rientra tutto in ciò che è possibile all’interno della riorganizzazione generale dell’Ente, come previsto dal regolamento comunale”.



















