“Io ho fatto la mia parte; la vostra Cristo ve la insegni”. Monsignor Domenico Sorrentino ha scelto le parole di San Francesco, vero filo rosso del suo ministero ad Assisi prima e a Foligno poi, per salutare le comunità diocesane alla cui guida è rimasto per vent’anni e che lascerà in eredità al nuovo vescovo eletto, monsignor Felice Accrocca, al quale con l’omelia di saluto ha aperto la strada con parole intrise di umiltà e speranza.
Il saluto del vescovo Domenico è arrivato nel corso della celebrazione svoltasi nella Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, che ha segnato il culmine di una cattedra lunga vent’anni, proprio nel giorno del 25esimo anniversario della sua ordinazione episcopale. Un congedo, il suo, che si è tenuto alla presenza di tante autorità civili, militari e religiose, ma anche di tanti cittadini da tutti i comuni e le frazioni delle due Diocesi.

L’omelia con cui il vescovo Domenico ha deciso di salutare la sua gente è stata un inno alla bellezza della Chiesa e del suo popolo.
“Come sei bella, sposa mia!”, è stata l’espressione magnificamente ridondante nella sua orazione finale, durante la quale ha ricordato come venticinque anni fa, nella Basilica di San Pietro, San Giovanni Paolo II gli consegnò l’immagine di San Giuseppe come modello per il suo lavoro episcopale.
Nel ripercorrere un ventennio perfettamente coincidente con l’arco di anni in cui Francesco si santificò, monsignor Sorrentino ha guardato alle bellezze spirituali incontrate sul suo cammino di vescovo: dalle virtù delle figure assisane che hanno fatto la storia del cattolicesimo, dalla ricchezza di storia e teologia in san Feliciano e sant’Angela che ha trovato a Foligno, fino alla “nuova luce” di san Carlo Acutis, che sta incantando il mondo dal Santuario della Spoliazione.

Monsignor Sorrentino nel corso dell’orazione ha anche spiegato che il suo non sarà un addio alle due diocesi: “Mi congedo da voi, cari fratelli e sorelle, per servirvi ancora”. Pur trasmettendo tra qualche giorno la guida al caro fratello Felice, il suo legame con la chiesa di questi territori non si spezzerà definitivamente, ma che anzi, si trasformerà in un servizio di “preghiera, della predicazione e della testimonianza”.
Il saluto, che qualche ora prima lo stesso delegato ad omnia don Giovanni Zampa aveva definito come un “momento di gratitudine”, ha anche aperto all’ideale passaggio di consegne con il vescovo eletto, monsignor Felice Accrocca, che prenderà possesso della cattedra ad Assisi il 25 marzo e a Foligno il 28.
Sorrentino, infatti, al termine dell’omelia, ha rivolto un ultimo pensiero al suo successore con un augurio colmo di affetto: “La prego (riferendosi alla Vergine, ndr) di rendere felice il vescovo Felice, e, con lui, tutti voi”.




















