“È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale”. Con queste parole la rappresentanza sindacale unita e le sigle sindacali hanno annunciato lo sciopero del personale appartenente ai servizi educativi e scolastici dell’Ente per l’intera giornata del 31 marzo.
La decisione da parte di Rsu, Uil Fpl, Fp Cgil, Cisl Fp e Usb pone fine al tempo delle parole e apre la strada a quello dei fatti, sostanzialmente l’unico piano di dialogo su cui i sindacati ora sono disposti a confrontarsi.
“Lo sciopero non è un atto simbolico – fanno sapere in un comunicato congiunto le sigle –, né una scelta presa a cuor leggero. È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale”.
Il messaggio fondamentale per i sindacati è quello relativo all’insufficienza dei buoni propositi. Per loro, infatti, “occorrono atti concreti, tempi certi e un percorso verificabile, a partire da una programmazione dei fabbisogni che confermi gli investimenti nei nidi senza precarizzare il lavoro e garantendo organici adeguati”.
Scelta, che è arrivata dopo la sequela di eventi innescatasi con l’avvio dello stato di agitazione dei dipendenti del 16 gennaio scorso, che lamentavano precariato, mancata copertura tempestiva dei posti vacanti e la conseguente pressione organizzativa che si scarica sulle lavoratrici e sul servizio.
Tra le tappe determinanti per la realizzazione di quanto comunicato dalle sigle, l’esito negativo del tentativo di conciliazione conclusosi a fine febbraio in Prefettura e, soprattutto, l’incontro tra forze sociali e amministrazione comunale dell’11 marzo che, secondo i sindacati, non avrebbe prodotto “risposte operative e verificabili, né impegni concreti su tempi di soluzione”. Proprio questa mancata coerenza tra azioni e intento ha innescato l’indizione dello sciopero.
“È necessario – concludono – chiarire in modo trasparente e documentato quali scelte l’amministrazione intenda assumere sul futuro assetto dei nidi comunali, evitando percorsi che possano tradursi in un depotenziamento dell’offerta educativa o in un arretramento della qualità del servizio pubblico”.




















