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Bevagna, palazzo Brunamonti ritrova lo splendore tra storia e design

L’edificio, un tempo nobile dimora della poetessa Alinda Bonacci e oggi hotel, è stato interessato da un intervento di restauro portato avanti dalla designer Marta Toni. “Un luogo aperto a tutti i visitatori”

Pubblicato il 18 Maggio 2026 17:28

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A Bevagna il palazzo Brunamonti ritrova il suo antico splendore. Dopo un importante evento di restauro, la nobile dimora storica ha riaperto al pubblico dopo una chiusura durata anni. Un edificio di pregio, sottoposto alla tutela del Ministero della Cultura e oggi convertito in un Boutique Hotel che torna accessibile, non solo agli ospiti della struttura, ma a tutta la cittadinanza.

Celebre per la sua facciata monumentale e i preziosi cicli pittorici l’edificio è stato protagonista di un sapiente intervento di restauro a firma dello studio della designer Marta Toni, che ha saputo valorizzare gli spazi storici senza alterarne l’anima. “Questo palazzo non rappresenta solo uno spazio dove accogliere ospiti – ha spiegato l’imprenditrice Lara Pagliochini –, ma un luogo aperto ai visitatori dell’Umbria che passano per Bevagna, la mia città. Per questo, aver dato nuova linfa a palazzo Brunamonti ha per me un valore affettivo che va ben oltre l’investimento”.

L’intervento di rifacimento si è concentrato su una sofisticata ricerca cromatica. Ogni elemento d’arredo, dalle sedute fino ad arrivare ai complementi, è stato scelto per riprendere e omaggiare le nuance dei dipinti e degli affreschi originali. “Lavorare su un immobile sotto tutela richiede un equilibrio quasi chirurgico tra conservazione e innovazione – ha evidenziato Marta Toni –. L’obiettivo era far sì che il nuovo arredo non sovrastasse l’antico, ma ne diventasse l’estensione cromatica e materica. Ogni tonalità scelta – ha sottolineato – è un tributo ai pigmenti utilizzati secoli fa, reinterpretati per il comfort di un’accoglienza contemporanea. Meritevole di attenzione è il dipinto che raffigura un lago con un castello, ancora tutto da studiare e interpretare”.

Essendo un immobile di interesse storico il palazzo, dove visse anche la poetessa Alinda Bonacci tra il 1841 e il 1903, consorte di Pietro Brunamonti, rimarrà accessibile al pubblico per visite gratuite permettendo a cittadini e turisti di ammirare le sale affrescate e la struttura architettonica originale. Edificio dove la bellezza del passato è ancora viva: lo testimoniano le raffinate decorazioni a tempera del XVII e del XIX secolo che impreziosiscono le pareti e i soffitti a volta. Varcarne la soglia significa immergersi nella stratificazione storica di Bevagna: i preziosi resti di epoca romana arricchiscono l’hotel, mentre le possenti mura medievali continuano a sorreggere i tre piani, testimoni silenziose di secoli di storia.

“La restituzione di palazzo Brunamonti nel suo nuovo splendore, è un segnale importante per il nostro territorio – è intervenuta la sindaca di Bevagna, Annarita Falsacappa –. È l’esempio di come l’imprenditoria privata possa farsi custode della bellezza pubblica, elevando l’offerta turistica della nostra regione ai massimi standard internazionali”.

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