Il consiglio comunale di Foligno boccia la mozione dell’opposizione sul mantenimento e il potenziamento dei nidi comunali. Con 13 voti contrati contro sei favorevoli, la massima assise cittadina ha respinto il documento che puntava ad impegnare l’amministrazione in un’azione volta al contrasto delle criticità vigenti, come le difficoltà legate alle sostituzioni del personale e le relative stabilizzazioni che avevano portato le educatrici e le forze sociali a dichiarare prima lo stato d’agitazione lo scorso 16 gennaio e, successivamente, a scioperare nella giornata del 31 marzo. A seguito di tali azioni, il Comune aveva annunciato l’avvio di una sperimentazione per l’anno in arrivo, che vedrà una riduzione oraria del servizio per i più piccoli e il dimezzamento dei posti per il tempo lungo.
La discussione della mozione ha acceso un dibattito importante nella sala consiliare di palazzo Orfini Podestà, con la minoranza che ha questionato l’operato dell’amministrazione sul tema nel momento stesso della presentazione del testo. Il consigliere “dem”, Tommaso Feliziani, infatti, ha dichiarato che “è preoccupante vedere l’amministrazione procedere con il depotenziamento del servizio”. “Differentemente da quanto promesso nel programma elettorale – ha detto – l’indirizzo politico della giunta non va verso il sostegno delle famiglie, ma nella direzione opposta. Prendersi cura dei nidi significa prendersi cura dei cittadini più importanti della città, quelli che rappresentano il suo futuro”.
Nello specifico, la mozione presentata e rigettata puntava a impegnare sindaco e giunta a “verificare e attuare tutte le possibili soluzioni organizzative, finanziarie e gestionali utili a mantenere inalterato il livello del servizio dei nidi comunali”, oltre che a “garantirne la gestione pubblica diretta”, a “mantenere il numero dei posti e l’attuale livello di offerta oraria e organizzativa, evitando riduzioni nel tempo pieno e nel tempo prolungato tali da incidere negativamente sulle famiglie”.
La minoranza, attraverso il testo, ha invitato il governo cittadino a “prevedere in sede di predisposizione della variazione di bilancio le risorse necessarie al mantenimento del servizio attuale”, come quello di “aggiornare la programmazione del fabbisogno di personale e gli strumenti di programmazione”. E, dunque, “assicurare con gli strumenti consentiti la continuità del servizio e il rispetto dei rapporti educatore/bambini”.
A fare eco alla presentazione e alle dichiarazioni di Feliziani è stata anche la stessa capogruppo del Partito democratico in consiglio, Rita Barbetti, che ha motivato la mozione, definendo le scelte politiche della giunta Zuccarini come “barbarie contro ogni logica”. “Non si può pensare che gli asili nido con la sperimentazione proposta restino aperti fino alle 13 o alle 15.30 – ha aggiunto –, una via di mezzo tra il chiuderli definitivamente e fare finta di provarci. Se non si investe sulle nuove generazioni si va verso l’autodistruzione. Quello che è evidente è che i nidi non siano una priorità dell’Ente”.
Tali prese di posizione, come detto, hanno scatenato una risposta dura da parte della maggioranza, che, su tutti, ha visto l’intervento della capogruppo di Fratelli d’Italia, Valentina Gualdoni. “Con la sperimentazione non si è sottratto nulla a nessuno – ha incalzato – chi già usufruiva del servizio, ne usufruirà anche il prossimo anno: la misura è semplicemente una taratura del servizio sull’effettiva utenza. La minoranza confonde la dotazione finanziaria con i parametri che la legge ci impone di rispettare, poiché stando alla normativa vigente il Comune non può assumere più di 28 educatrici. È inaccettabile dire che si stia distruggendo il servizio”.
“Non si può usare l’avanzo di bilancio per finanziare un servizio pubblico essenziale – ha poi sottolineato –, come si chiede nella mozione, poiché questo è uno strumento straordinario. L’opposizione stia ai numeri e non alla demagogia: chi l’anno scorso usava il servizio ne usufruirà anche nell’anno in arrivo”.
Un commento dai banchi della maggioranza è arrivato anche su iniziativa di Pierfrancesco Pinna (Stefano Zuccarini Sindaco). “Non ci nascondiamo dietro alle difficoltà – ha sostenuto –, ma stiamo lavorando per risolverle e stiamo cercando soluzioni. Non è giusto tacciarci di non lavorare per il bene dei cittadini. La situazione è complessa e bisogna entrare nel merito. Nel 2027 andremo a migliorare integralmente la situazione attuale e nel mentre si è già vicini all’arrivo delle tre educatrici necessarie a sostituire i pensionamenti in atto. La macchina comunale sta lavorando per fare in modo che il problema venga risolto secondo le normative vigenti e secondo le possibilità dell’Ente”.
Al netto del dibattito, come anticipato, il consiglio comunale si è schierato contro la mozione alla luce di 13 voti contrari. Solo sei quelli favorevoli. Sulla bocciatura della proposta, il gruppo consiliare del Partito democratico ha subito espresso la propria posizione, evidenziando come i “dem” continueranno la “propria mobilitazione per difendere la civiltà di Foligno, che passa attraverso politiche adeguate per l’infanzia, che questa amministrazione cerca di cancellare”. Critica anche la posizione sulla scelta dell’amministrazione di convocare per il 27 maggio (giorno successivo al consiglio avente oggetto la mozione, ndr), una commissione sul tema, definita “del tutto inutile”.




















